L’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO (ABF): che cos’è, come funziona e con quali risultati

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Per l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) anche il 2017 ha continuato a registrare dei significativi risultati di incremento della propria operatività nella tutela della clientela bancaria.

L’Arbitro Bancario Finanziario, istituito nel 2009 dalla Banca d’Italia, è uno strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clientela e intermediari finanziari con caratteristiche di autonomia e imparzialità rispetto alla stessa Banca Centrale .

Come si accede all’Arbitro Bancario Finanziario?

Per accedere all’Arbitro Bancario Finanziario non occorre l’assistenza legale o l’aiuto di altri professionisti. Basta inoltrare direttamente all’ABF la documentazione con il pagamento di 20 euro come contributo per le spese procedurali,contributo che,in caso di accoglimento del ricorso,viene rimborsato dall’intermediario. Per questo specifico aspetto è importante ricordare che dall’inizio di quest’anno (febbraio 2018) è stato attivato il Portale dell’ABF,attraverso il quale inoltrare i ricorsi che verranno successivamente gestiti sempre on line con benefici per i tempi della loro lavorazione. La durata della procedura è al massimo di 9 mesi ( nel 2017 al netto dei periodi di sospensione è stata di 261 giorni),un tempo decisamente inferiore a quello impiegato dalla giustizia civile ordinaria.

All’Arbitro Bancario Finanziario si può chiedere il riconoscimento di una somma entro il limite dei 100 euro con competenza sui servizi bancari che non abbiano finalità di investimento (qui la competenza è dell’Arbitro per le Controversie Finanziare,istituito lo scorso anno presso la Consob) e che non si riferiscano a operazioni o comportamenti antecedenti il 2009 che,come già detto, è la data della sua istituzione.

Una volta istruita dalla Segreteria Tecnica il ricorso viene esaminato da un Collegio arbitrale composto da 5 elementi,il Presidente e due membri designati dalla Banca d’Italia,mentre i rimanenti due sono designati rispettivamente dalle associazioni degli intermediari e da quelle che rappresentano i clienti . La novità del 2017 è stata l’istituzione di altri 4 collegi arbitrali a Torino,Bologna,Bari e Palermo che si sono aggiunti agli originari 3 di Milano,Roma e Napoli con indubbi benefici sullo smaltimento dei ricorsi presentati.

E’ importante ricordare anche che le pronunce dell’ABF non sono sentenze e non sono impugnabili . Se le parti non sono soddisfatte della decisione adottata possono in ogni caso rivolgersi alla giustizia ordinaria.

Le cifre dell’operatività dell’ABF nel 2017 confermano quanto già rilevato negli anni precedenti circa il successo di questo strumento stragiudiziale. Oltre 30.600 ricorsi con una crescita del 42% sul 2016,390 riunioni complessivamente effettuate dai 7 Collegi Arbitrali,19 milioni di euro riconosciuti alla clientela (13 l’anno precedente) con un importo medio sceso ulteriormente a 1800 euro. Nel 2017 sono stati decisi 24mila ricorsi con una percentuale di accoglimento del 77%,comprensiva anche dei casi di dichiarazione di cessione della materia del contendere per intervenuto accordo tra le parti.

Inoltre,poco meno dei ¾ dei ricorsi (il 73%) ha riguardato la materia della cessione del quinto dello stipendio e della pensione,un ambito che già in passato aveva contribuito in modo maggioritario a dare consistenza alla numerosità dei ricorsi presentati e che,dalle prime informazioni sull’anno in corso contenute nel Rapporto Annuale dell’ABF, continua ad assorbire la quota principale;anche se con valori inferiori,in quanto a marzo 2018 risultavano scesi al 63%. In ogni caso, su questo versante bisognerà verificare l’impatto dei nuovi orientamenti della Banca d’Italia resi noti a fine marzo in materia di cessione del quinto, orientamenti che, negli auspici di Via Nazionale e degli operatori del settore,dovrebbero contribuire a un ulteriore ridimensionamento della loro quota.

Infine, si può ricordare che nei primi mesi del 2018 è stata condotta un’indagine tra coloro che si sono rivolti all’ABF per sondarne il grado di soddisfazione,avvalendosi di un campione di 3mila ricorrenti con risultati che vanno dalla riconosciuta facilità nel reperire le informazioni per la presentazione del ricorso (84%) alla mancanza di difficoltà nella presentazione del ricorso (78%) e alla più contenuta soddisfazione sull’adeguatezza della procedura (35%).

Filippo Cucuccio