ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO: sicuri di conoscerlo

Condividi su: Facebook Twitter

Istituito nel 2009, l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) ha recentemente aperto quattro nuovi collegi (Torino, Bologna, Bari e Palermo) che si aggiungono ai tre già esistenti (Milano, Napoli, e Roma) al fine di “aumentare la capacità di risposta nei confronti dei cittadini e per ridurre i tempi medi di assunzione della decisione da parte dei collegi”. L’ampliamento della rete dell’ABF è stato necessario visto il considerevole aumento dei ricorsi che sono passati dai 3.400 del 2010 ai 20.000 dei primi undici mesi del 2016.

Cos’è l’Arbitro Bancario Finanziario?

E’ un sistema di risoluzione delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

Costituisce quindi un sistema alternativo, più semplice, rapido ed economico rispetto al ricorso al giudice anche perché non prevede la necessità di assistenza legale da parte di un avvocato. L’ABF assume la caratteristica di essere un sistema “stragiudiziale” in quanto la risoluzione delle controversie avviene al di fuori del processo ordinario ed è un organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia.

Chi può ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario?

Chiunque abbia o abbia avuto rapporti contrattuali – o sia entrato soltanto in relazione – con un intermediario per servizi bancari e finanziari, compresi i servizi di pagamento. Le questioni da sottoporre all’Arbitro non possono però riguardare operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2009. Il cliente può ricorrere all’ABF solo dopo aver cercato di risolvere la controversia inviando un reclamo scritto all’intermediario. Se la decisione dell’ABF è ritenuta non soddisfacente, il cliente, l’intermediario o entrambi possono rivolgersi al giudice. Peraltro le decisioni non sono vincolanti come quelle del giudice ma se l’intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico.

In conclusione due notizie, come da tradizione una buona ed una cattiva. La buona: l’ABF esiste. La cattiva: l’ABF è poco conosciuto.