Automobilisti, addio a libretto di circolazione e certificato di proprietà: ci sarà un documento unico.

Condividi su: Facebook Twitter

In base al decreto realizzato dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, che ora dovrà essere definitivamente autorizzato dagli altri dicasteri di competenza prima di arrivare al Consiglio dei Ministri, a partire da gennaio 2018 vi sarà un documento unico al posto del libretto di circolazione e del certificato di proprietà, con un’integrazione tra le competenze del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) di gestione ACI e quelle della Motorizzazione, che verranno convogliate in una sola agenzia.

Gli automobilisti, in futuro, avranno quindi un unico documento al posto degli attuali due, sotto la responsabilità del Ministero Infrastrutture e Trasporti.

Il risparmio per i cittadini sarà di poco meno di 40 euro, sulla base del fatto che per ogni pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà si dovranno pagare 61 euro anziché 100, come avviene attualmente.

Già in passato ci si era mossi in questa direzione, con la smaterializzazione del certificato di proprietà iniziata ad ottobre 2015, cambiamento che ha già portato in circolazione ben 15 milioni di autovetture sulle 34 totali n linea con la nuova metodica.

Il risultato è stato ottenuto senza dover unificare le due strutture (la Motorizzazione di gestione del Ministero ed il PRA che dipende dall’Aci), che quindi rimarranno due entità di raccolta dati separate con ambiti differenti, ovvero la prima di carattere tecnico e la seconda di tipo giuridico, sempre nell’ambito della raccolta dati.

A proposito dell’argomento si era pronunciata già lo scorso 7 febbraio anche l’Autorità Antitrust, richiedendo l’istituzione di “un’unica agenzia sottoposta alla vigilanza del Ministero dei Trasporti in cui far confluire le funzioni ad oggi svolte dal Mit e da Aci“.

La conseguenza della nascita della nuova agenzia sarebbe stata quella di introdurre una sola tipologia di archiviazione e di conseguenza il rilascio di un unico documento contenente, per l’appunto, i dati di proprietà e quelli di circolazione, con l’effetto di una importante semplificazione gestionale.

La nuova modalità pensata consentirà al nostro paese di essere anche maggiormente in linea con l’operato del resto dell’Europa, considerando che fino ad oggi, in Italia, a fronte dell’emissione da parte della Motorizzazione della carta di circolazione che ha validità in tutti i Paesi, per il nostro ordinamento giuridico per l’intestatario è obbligatorio iscrivere il proprio veicolo al PRA di gestione Aci per poterne avere l’effettiva proprietà.

Il Presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, ha sottolineato che rimarranno comunque due database, diversi ma interconnessi, poiché quello del PRA raccoglie non soltanto i dati relativi alla proprietà ma anche quelli di natura giuridica, quindi eventuali fermi amministrativi o ipoteche, mentre quello della Motorizzazione contiene i dati di natura tecnica dell’autoveicolo.

Tra i vantaggi per il cittadino vi sarà anche quello, nel caso dell’acquisto di un’auto usata, di avere la possibilità preventiva di verificare nell’immediato l’eventuale presenza  di un fermo amministrativo.