Bioeconomia e sostenibilità

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Cos’è la Bioeconomia?

Per bioeconomia intendiamo un’economia fondata sull’utilizzo sostenibile di risorse naturali rinnovabili, nonché sulla loro possibile trasformazione in beni e servizi. Di fatto, quindi, essa comprende tutte le attività che grazie all’uso di risorse biologiche provenienti dal suolo e dal mare (ad esempio foreste, microrganismi, colture di tipo agricolo e animali) portano alla produzione di energia, di materiali e di cibo.

I settori della Bioeconomia

La bioeconomia comprende tutto il settore di produzione primaria legato a pesca, agricoltura e acquacoltura, ma anche quelli di tipo industriale che trasformano le biorisorse (come, ad esempio, l’agroalimentare ed il settore della carta e della cellulosa). Vi rientrano però anche, in parte, l’industria chimica, quella dell’energia e quella delle bio-tecnologie. Parliamo di tutti elementi che rappresentano il fulcro dello sviluppo sostenibile, considerando che grazie ad essi ci si indirizza sempre più verso un’economia che rispetti l’ambiente e che sappia diminuire la propria dipendenza dai combustibili fossili e da tutte le risorse che non siano rinnovabili. In questo modo, infatti, ci si avvia verso un tentativo di ridurre sempre più le perdite di biodiversità nonché le modificazioni importanti del suolo terrestre, agendo anche in una prospettiva che abbia come scopo quello di generare uno sviluppo economico nuovo e di produrre occupazione partendo dalle energie locali, quindi dalle risorse delle aree rurali e di quelle lasciate in abbandono.

La bioeconomia racchiude quindi un insieme di settori: da quelli tradizionali come l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e la selvicoltura, a quelli più moderni come le biotecnologie e le bioenergie.

La sua grande capacità di innovazione trova il proprio fondamento anche nella possibilità di rappresentare una risposta concreta alle enormi problematiche mondiali, che ci pongono di fronte ad una necessità impellente di risanamento ambientale, a cambiamenti climatici sempre meno gestibili, all’urgenza di far fronte ad un fabbisogno alimentare che, così si è stimato, crescerà di ben il 70% da qui al 2050, nonché all’introduzione sul mercato di farmaci sempre nuovi e diversi. In questo contesto la bioeconomia potrebbe fornire un supporto rilevante a livello ambientale e sociale.

Entro il 2020 una vera Bioeconomia?

Per poter realmente incidere nel contesto descritto, però, è evidente la necessità di una modifica dell’assetto politico e della ricerca, in una prospettiva di sempre maggiore integrazione. E’ questo, infatti, l’approccio evidenziato all’interno della strategia “Europe 2020” (European Commission, 2010), secondo cui la realizzazione di una vera bioeconomia entro il 2020 potrà costituire un elemento fondamentale in termini di innovazione e conoscenza.

Nel nostro Paese, in particolare, essa mira anche a superare la cosiddetta produzione sostenibile: lo scopo è quello di convertire le risorse biologiche rinnovabili ed i rifiuti in elementi produttivi come mangimi, alimenti, bioenergia, in un’ottica di condivisione di tutte le possibilità economiche, ambientali e sociali del territorio. 

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