Blue chips: cosa sono e quali i vantaggi

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Terminologia utilizzata comunemente in Borsa ma derivata dal gergo del gioco d’azzardo, le “blue chips” sono azioni che vengono emesse da aziende quotate e ad elevata capitalizzazione azionaria. Nel linguaggio del poker, infatti, una blue chip – ovvero un gettone blu – non è altro che la fiche con più alto valore.

Si tratta quindi, nello specifico ambito economico, di determinate classi di servizi e prodotti, i cui titoli garantiscono buoni dividendi, vendute da società con una nota solidità finanziaria. Non parliamo delle azioni più care, ma di quelle di società considerate “sane” sul mercato, di dimensioni rilevanti e dotate di stabilità, nonché di una consolidata storia in termini di crescita dei dividendi.

I vantaggi delle blue chips

Le imprese legate alle cosiddette blue chips sono, di conseguenza, tradizionalmente di ottima reputazione e capaci di una gestione caratterizzata da volumi di contrattazione considerevoli.

È per tale ragione che il loro acquisto può essere valutato come un’azione “sicura”, nel panorama oscillante ed instabile della Borsa, poiché le aziende cui fanno capo sono in grado di sopportare anche i periodi di crisi finanziaria e di agire in maniera redditizia anche nelle fasi economicamente più difficili.

Dal punto di vista dei vantaggi di cui tener conto, le blue chips saranno perciò sottoposte meno alle fluttuazioni del mercato e comporteranno una regolarità nei pagamenti, che sarà annuale nel nostro Paese e trimestrale per quanto riguarda i titoli americani.

Aspetti svantaggiosi delle blue chips

Esistono però anche degli aspetti svantaggiosi di cui tener conto, legati, oltre al fatto che naturalmente non esista una garanzia totale di percepire dei dividendi o di non veder scomparire le azioni dalla circolazione, soprattutto ad un aumento piuttosto lento del loro valore.

Acquistare blue chips

Per chi fosse interessato ad acquistare blue chips, sarà opportuno rivolgersi ad un broker finanziario che sappia operare i giusti investimenti attraverso fondi comuni specializzati.

Naturalmente la fase temporalmente migliore, ovvero con maggior convenienza economica, è quella subito successiva allo stacco dei dividendi, in quanto qualora si comprassero invece poco prima si dovrebbe pagare anche il dividendo di imminente distribuzione. Quando una società stabilisce la data in cui il dividendo verrà pagato, infatti, annuncia anche la data di “stacco” della cedola, che normalmente precede di tre giorni quella dell’effettivo pagamento.

Gli indici borsistici di cui le blue chips sono composte sono tra i più noti sul mercato: ne sono un esempio l’FTSE MIB, il Dow Jones EURO STOXX 50, il Nikkei 225 e l’S&P 500.

 

di Regina Picozzi