Come funziona la donazione di un immobile?

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Quando parliamo di “donazione di un immobile” facciamo riferimento a una specifica forma di contratto finalizzata a consentire a un determinato soggetto di donare, per l’appunto, a un’altra persona la proprietà di un certo immobile, sia esso un appartamento o una villa, ma anche un terreno edificabile o agricolo.

Tale operazione può essere eseguita in forma diretta, se qualcuno effettua questa tipologia di regalo nei confronti di qualcun altro, o indiretta, se si tratta invece di un atto che pur non essendo di per sé una donazione realizza un effetto di questa natura. Quest’ultima condizione è quella che si verifica, ad esempio, quando un genitore compra un immobile e lo intesta, regalandoglielo, a un figlio.

Tutti i cittadini possono effettuare questo tipo di operazione, ad eccezione dei minorenni, dei soggetti interdetti o incapaci naturali per legge. Inoltre è possibile donare qualsiasi tipologia di immobile, fatta eccezione per quelli futuri, perché in quest’ultimo caso il contratto risulterebbe non valido.

Come procedere: con un notaio

La modalità con cui eseguire questo procedimento si avvale, classicamente, di una procedura standard da eseguirsi alla presenza di un notaio (che redigerà e in seguito trascriverà l’atto di donazione) e di due testimoni, che non potranno essere imparentati con chi è coinvolto nell’atto da redigersi. Nel contratto stesso verranno menzionate sia la volontà di chi dona la proprietà che quella di chi la accetta (è implicito, infatti, che non si possa regalare qualcosa a qualcuno che non volesse averla).

Nel caso si tratti di un appartamento o di una villa, saranno necessari i dati catastali e la dichiarazione di conformità, mentre se si tratta di un terreno occorrerà il certificato di destinazione urbanistica (il cosiddetto CDU) che viene rilasciato dagli uffici comunali.

Dal momento dell’eseguita trascrizione dell’atto, la proprietà dell’immobile sarà stata ufficialmente donata.

Senza notaio

È possibile effettuare questo tipo di regalo anche senza doversi recare dal notaio e quindi evitando le conseguenti spese previste. Ciò può accadere in due modi: nel primo caso quando chi dona non è ancora il proprietario dell’immobile, per cui nel momento in cui lo acquista lo paga con il proprio denaro ma richiede a chi sta vendendo di intestare il bene direttamente alla persona che beneficerà del dono stesso.

Nel secondo caso, qualora i soggetti coinvolti si accordino per far valere il cosiddetto usucapione, che equivale a un acquisto gratuito dell’immobile da parte di chi lo sta utilizzando dai tempi previsti dalla legge senza che il proprietario originario abbia fatto richiesta per riaverlo. Qualora si scelga questa strada, anziché recarsi in tribunale e attendere i lunghi tempi della giustizia, affrontando naturalmente anche dei costi non indifferenti, ci si può avvalere dell’assistenza di un organismo di mediazione, che si occuperà di redigere un apposito verbale e di farlo poi autenticare e trascrivere da un notaio, comportando una spesa decisamente più bassa rispetto a quella di un classico atto di donazione.

 

Regina Picozzi