Come si progetta un buon intervento di educazione finanziaria?

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Chi è la nostra esperta? Emanuela Rinaldi, PhD

1. Indicatori di qualità per migliorare la progettazione delle attività di educazione finanziaria

Nel panorama sempre più ricco e variegato di iniziative e programmi di educazione finanziaria che si svolgono in Italia, diversi docenti e formatori ci hanno segnalato l’esigenza di segnalare delle buone pratiche, e di fornire delle linee-guida per progettare degli interventi di educazione finanziaria che garantissero una certa “qualità”. Posto che non esiste una definizione condivisa su cosa sia la “qualità” in ambito educativo, colgo questo spazio della rubrica di Orizzonti.tv come opportunità di rielaborare alcune riflessioni condivise  da un gruppo di lavoro interdisciplinare di esperti nel documento “Rinaldi E.E. et al., (2019), 15 Indicatori per migliorare la qualità della progettazione delle attività di educazione finanziaria in Italia, Working Paper ONEEF, n.1, ottobre” (disponibile nella sua forma integrale da qui).

Si tratta di un lavoro in progress, e quindi aperto alla raccolta di osservazioni e commenti – specialmente se corredati da analisi empiriche o osservazioni raccolte con procedure sistematiche, più che aneddotiche – da parte di tutti coloro che sono interessati al dibattito sul miglioramento della qualità e dell’efficacia dei programmi di educazione finanziaria in Italia.  E, più in generale, al miglioramento del benessere finanziario delle persone che vivono nel nostro Paese. Per inviare le vostre osservazioni e commenti, vi invito a scrivermi a Emanuela.rinaldi@unimib.it

2. Cosa è una buona pratica.

Iniziamo con una definizione generale, sul concetto di “buona pratica” (Colombo 2007).

In ambito socio-educativo e nella pubblica amministrazione (indipendentemente dal tipo e dall’area di intervento) si può definire buona pratica tutto ciò che, all’interno di un determinato contesto, ha consentito il raggiungimento di un risultato atteso, misurato in efficacia ed efficienza, e può quindi essere assunto come modello, generalizzato o applicato ad altri contesti.

Caratteristiche di fondo per riconoscere buone pratiche sono:

3. Indicatori per la progettazione

Data questa definizione, laddove un programma o un’iniziativa di educazione finanziaria ambisca a diventare una buona pratica,  suggeriamo di fare riferimento nella sua progettazione a 15 indicatori di qualità individuati da un gruppo di esperti, e distinti nelle seguenti 5 aree:

3.1 Area A: OBIETTIVI

3.2 Area B: DESCRIZIONE E STORIA DEL PROGRAMMA

3.3 Area C: DESTINATARI FINALI

3.4 Area D: MATERIALI

3.5 Area E: RETI ATTIVATE DALL’ENTE FORMATORE

3.6 Area F. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

Alcune specifiche

Sebbene la gratuità di un programma non sia un criterio che ne migliora la progettazione, i programmi NON gratuiti per i destinatari finali creano delle barriere in ingresso a persone che, probabilmente, sono economicamente vulnerabili e avrebbero invece maggiore bisogno di innalzare il proprio livello di competenze finanziarie. Pertanto, si raccomanda la progettazione di interventi gratuiti per i destinatari finali.

Allegato: breve bibliografia di riferimento

Aprea C., (2019), Educazione finanziaria: nuove direzioni negli approcci didattici, presentazione presso il workshop “Educazione finanziaria: strumenti di progettazione e indicatori di qualità e proposte per il futuro. Risultati del monitoraggio ONEEF 2018”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali e Diritto per l’Economia, presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, Milano, 30 Maggio.

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