Conto corrente: come utilizzarlo nel modo più corretto

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Cos’è il conto corrente?

Comunemente definito conto corrente (in realtà meglio detto “conto corrente di corrispondenza”), è lo strumento bancario che permette di raccogliere i risparmi facilitando la gestione del denaro. Consente i versamenti, l’addebito delle utenze, l’esecuzione dei pagamenti. E’ un contratto basato sull’articolo 1823 del codice civile, secondo il quale l’intestatario di un conto corrente di corrispondenza può richiedere a vista le somme depositate al suo interno. Il titolare può ricevere dalla banca, con la quale avesse un rapporto fiduciario, un fido bancario che consenta di avere degli scoperti nel rispetto dei limiti stabiliti.

Le condizioni dei differenti conti correnti offerti dal mercato possono avere delle differenze rilevanti. Alcuni, ad esempio, non prevedono costi fissi; in altri, al contrario, tutti i costi sono fissi. Alcuni danno la possibilità di una considerevole capienza in termini di affidamento, mentre altri non consentono neppure di andare, come si dice, “in rosso”.

Cos’è l’ISC?

Poichè gli elementi da prendere in considerazione nella scelta di un conto corrente sono molteplici, è bene basarsi su indicatori sintetici che permettano di attuare un confronto utilizzando un solo paramentro. Ne è un esempio l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo), che esprime il costo totale del conto corrente per uno specifico profilo di utilizzo.

Da quali valori è composto l’IBAN

Nel nostro Paese il conto corrente viene identificato dalle coordinate bancarie BBAN, che comprendono un codice alfanumerico di 23 cifre (codice CIN, codice ABI della sede di domiciliazione, CAB dell’agenzia e numero di C/C). Per le operazioni internazionali è necessario il codice IBAN (sempre alfanumerico e sempre di 23 cifre), che consiste nel codice ISO 3166-1 dello Stato, unitamente al codice che identifica la banca e al BBAN. La banca stessa, con cadenza mensile o trimestrale, manda al titolare del conto corrente l’estratto conto, all’interno del quale l’intestatario può trovare le informazioni relative al proprio saldo, disponibile sul conto, e ai movimenti effettuati.

L’estratto conto

Nello specifico, l’utente visualizzerà cinque colonne contenenti la data di registrazione, quella dell’operazione, gli accrediti, gli addebiti, la descrizione dei movimento realizzati. All’interno del conto corrente tre sono le tipologie di saldo visualizzabili: quello liquido (positivo o negativo), usato per calcolare gli interessi specifici (creditori o debitori), quello contabile, che si basa sull’ordine dei movimenti e quindi sulla data della loro contabilizzazione, e quello disponibile, che viene invece determinato sulla base della data di maturazione della disponibilità dei movimenti stessi. Secondo quanto stabilito dall’articolo 119 del D.Lgs. 385/93, l’estratto conto si considera approvato dopo il trascorrere di 60 giorni dal ricevimento dello stesso da parte del titolare.

Il sistema di garanzia sui depositi bancari

Tutte le banche che operano nella Comunità Europea hanno l’obbligo di seguire un sistema di garanzia dei depositi che assicuri un livello di 100mila euro per ogni “depositante” (Direttiva Comunitaria 2009/14/CE). Questo significa che ad esempio le banche italiane devono seguire le direttive del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che stabilisce quando menzionato: il limite massimo garantito è stato stabilito dal Decreto Legislativo del 24 marzo 2011, che fissando la cifra a 100 mila euro ha modificato quello precedente che era pari a 200 milioni delle vecchie lire.

Le banche estere, diversamente, non hanno l’obbligo di aderire al Fondo Interbancario suddetto e possono semplicemente basarsi su quello predisposto dal proprio Paese, sempre però nel rispetto della Direttiva Comunitaria.