Contratto di lavoro

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Cos’è un contratto di lavoro?

Quando parliamo di “contratto” è bene precisare che ci stiamo riferendo ad un negozio giuridico, ovvero ad “una manifestazione di volontà atta a produrre effetti giuridici riconosciuti dall’ordinamento”.

In base al testo del Codice Civile, all’interno del quale vengono definite tutte le caratteristiche del contratto di lavoro, un tale accordo si stipula tra un datore di lavoro (che può essere una persona fisica, giuridica o un ente) e un lavoratore (che è invece esclusivamente una persona fisica).

In Italia non esiste una convenzione da adattare alla stesura dei contratti: ciò che conta è che nel documento vengano menzionate le parti (ovvero chi firma l’accordo, ricordando che in Italia l’età minima per poterlo fare è di 16 anni, con l’obbligo dell’istruzione scolastica per almeno 10 anni), la causa (che viene generalmente menzionata nel contesto della prestazione e della retribuzione) e la forma (principalmente scritta, ma che può presentarsi anche orale).

Tipologie di contratto di lavoro

Esistono però diverse categorie nelle quali far rientrare gli accordi con determinate caratteristiche.

Vi è la tipologia di contratto definito “subordinato”, tramite cui un lavoratore si impegna a svolgere una specifica attività lavorativa sottostando alle dipendenze e sotto la direzione di un datore di lavoro, il cui principale impegno è quello di retribuirlo per le prestazioni date e di versare i contributi previdenziali e assistenziali. Ne sono esempi il contratto di lavoro a tempo determinato e quello a tempo indeterminato, l’apprendistato (detto a “causa mista” poiché la specifica azienda che assume impartisce all’apprendista alle proprie dipendenze la formazione professionale durante il rapporto di lavoro), il contratto in cooperativa, quello intermittente (detto anche “lavoro a chiamata” o “job on call”), quello di somministrazione (ovvero stipulato tra agenzie autorizzate per la somministrazione, lavoratori ) e il contratto part time.

A seguire la forma di contratto definito “parasubordinato”, che prevede che il lavoratore esegua la propria attività nei confronti del datore di lavoro senza essere, però, un suo dipendente, pur sottostando ad una modalità da lui stabilita. E’, di fatto, una particolare forma di collaborazione che viene realizzata in maniera continuativa nel tempo e coordinata con la struttura organizzativa del datore di lavoro, ma priva di alcun vincolo di subordinazione.  E’ il caso dei contratti di collaborazione occasionale, di collaborazione coordinata continuativa ed il contratto a progetto.

Infine esiste il contratto “autonomo”, nella cui categoria rientrano tutte le collaborazioni tra una persona ed un datore di lavoro senza che vi sia un vincolo di subordinazione del collaboratore. Il lavoratore è di fatto legato al proprio datore di lavoro esclusivamente per quanto concerne i risultati ma non relativamente ai mezzi. Questo significa che può decidere liberamente in che luogo e in che modo eseguire la propria attività lavorativa. Ne sono un esempio il lavoro accessorio, quello autonomo occasionale e gli appalti.      

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