Cos’è l’equity crowdfunding

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Con la terminologia di “equity crowdfunding” si fa riferimento ad uno specifico strumento con il quale è possibile ottenere un aiuto economico per una determinata causa. Si chiama anche crowdfunding azionario e prevede che il finanziamento si effettui sotto forma di capitale di rischio: chi investe ottiene infatti, in cambio del proprio versamento, azioni o quote di partecipazione della società, con diritti di tipo patrimoniale e amministrativo.

Qualunque persona può scegliere di investire il proprio denaro in questo modo, si tratti di investitori grandi o piccoli, e può farlo direttamente dalla propria abitazione tramite l’utilizzo di siti online dedicati, che hanno l’autorizzazione ad effettuare questo genere di operazione ed inoltre fungono anche da piattaforme che consentono agli utenti di valutare tutte le possibili opportunità, fornendo una garanzia in termini di legalità e correttezza delle informazioni.

E’ in quest’ottica che, infatti, i progetti presentati per il crowdfunding vengono prima attentamente valutati e vagliati: solo le campagne ritenute affidabili vengono poi rese visibili. Dopo che l’utente avrà finanziato uno specifico progetto, attenderà l’esito della raccolta fondi. In caso di successo, ovvero di raggiungimento dell’obiettivo economico, l’investitore acquisirà a tutti gli effetti il titolo di socio. Se la campagna non raggiunge invece il fine necessario in termini finanziari, quanto è stato investito verrà restituito.

Il procedimento per partecipare ad un equity crowdfunding è quindi piuttosto semplice: è sufficiente scegliere la piattaforma adeguata, registrarsi, selezionare la campagna su cui investire e versare la somma desiderata. Esiste anche una sorta di “test” a cui il sistema sottopone l’utente con lo scopo di proteggerlo, ovvero di fornirgli la conoscenza più possibile precisa dei rischi in cui potrebbe incorrere, come da Regolamento Consob.

Nel caso in cui il soggetto non superasse il test per mancanza di idoneità, potrà in ogni caso continuare l’operazione ed investire i soldi che ritiene più opportuno versare tramite un bonifico con home banking. Il meccanismo esiste semplicemente per garantire una totale limpidezza nella comunicazione delle informazioni e quindi per consentire a chi fosse interessato di ricevere tutti i dati necessari per agire consapevolmente.

Il nostro è stato il primo Paese a realizzare una normativa per questa specifica tipologia di crowdfunding, attraverso l’emissione del regolamento sopramenzionato, da parte della Consob, nel giugno del 2013, permettendo la gestione di piattaforme dedicate previa specifica autorizzazione. Lo scorso anno è stato pubblicato un aggiornamento in base al quale le piattaforme interessate possono presentare progetti di raccolta di capitale da parte di tutte le aziende che si qualifichino come Piccole e Medie Imprese.