Creditori USA: retrocede la Cina, Giappone in testa

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Cambio della guardia tra i paesi creditori degli Stati Uniti, la Cina, infatti, retrocede al secondo posto lasciando il gradino più alto del podio al Giappone, ripristinandosi così la situazione di sette anni fa.

Secondo i dati diffusi dal Tesoro americano Pechino negli ultimi dodici mesi si è disfatta di 139 miliardi di dollari di obbligazioni statunitensi; i Treasuries (cioè i titoli di stato emessi da Washington) nel portafoglio cinese sono diminuiti a ottobre di 41,3 miliardi di dollari, stabilizzandosi a quota 1.120 miliardi, in calo per il sesto mese consecutivo.

Il Giappone, invece, nel mese di ottobre, ha fatto registrare una contrazione delle obbligazioni americane in portafoglio di soli 4,5 miliardi di dollari, attestandosi a 1.130 miliardi complessivi.

Per il “paese del dragone” le manovre che hanno portato alla cessione delle obbligazioni del Tesoro degli Stati Uniti sono state necessarie per difendere lo yuan, che stava andando a picco negli scambi internazionali soprattutto contro il dollaro. Non per niente negli ultimi 24 mesi le autorità di Pechino hanno convertito un quarto delle riserve in valuta estera in yuan, portandole da 4.000 a 3.000 miliardi, quota questa definita come “soglia di sicurezza” per la solidità della banca centrale cinese (People’s Bank of China) nel caso di scompensi valutari. Peraltro dal 2014 lo yuan ha perso più del 15% nei confronti del dollaro.

La situazione ha scoraggiato gli investitori e l’arresto dell’economia cinese dello scorso anno ha accentuato la fuga di capitali privati che si sono diretti in altre piazze, Wall Street compresa.

Il debito USA è catalizzato per il 37% del totale da Giappone e Cina (esposizione in calo di 116 miliardi); altri 6.000 miliardo sono in mano a investitori stranieri.