“Difendere l’Europa” Lorenzo Pecchi – Gustavo Piga – Andrea Truppo, Milano, Chiarelettere 2017

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Integrazione dell’Europa e ruolo della difesa comune. I recenti drammatici eventi di questi ultimi anni in tema di sicurezza , ma anche la recente intesa italo/francese sulla questione Stx – Fincantieri con i suoi risvolti di cooperazione militare, accrescono sicuramente la curiosità e l’interesse a leggere questo libro scritto a più mani da una singolare triade di esperti: un consulente economico finanziario, un accademico  e un esponente dell’aeronautica  militare.

La riflessione a più voci , offerta sul tema della sicurezza e della difesa, schiude una prospettiva originale di riconsiderazione di un più avanzato livello di integrazione europea proprio sul versante della difesa comune. Una riflessione che, focalizzandosi su una visione continentale del tema indagato si interroga sul ruolo dell’Europa e sulla praticabilità di una messa in comune di risorse economiche, tecniche e umane da destinare al settore della difesa. Con un percorso di ricerca che arriva a fornire risposte in positivo attraverso un’analisi condotta su un piano squisitamente tecnico-settoriale, senza trascurare gli aspetti egualmente significativi di natura economica e istituzionale legati alla scelta di questa opzione sfidante. Un’opzione, a dire il vero, già tentata  agli inizi degli anni ‘50 del secolo scorso e, poi, fallita e accantonata nei decenni successivi per il riemergere di visioni nazionalistiche da parte dei singoli Paesi (in particolare della Francia), nonostante la loro appartenenza al nucleo storico dei fondatori dell’Unione Europea firmatari dei Trattati Istitutivi di Roma del 1957.

Preceduto da un’illuminante Introduzione di Luca Caracciolo , il libro offre al lettore, attraverso i suoi quattro capitoli, i diversi elementi di valutazione e riflessione che entrano in gioco nella trattazione di questo tema delicatissimo, giungendo ad una conclusione positiva, sia pure condizionata sulla sua praticabilità. Il tutto nel segno dell’ intuizione di Jean Monnet, che legava lo sviluppo del sogno europeo al buon funzionamento dei due motori di cui l’Europa dispone: la solidarietà e la diversità. Provaci ancora Europa!