Economia del vino: l’Italia raggiunge il primato mondiale 2016 con 48,5 milioni di ettolitri prodotti

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All’estero si bevono sempre più prodotti Made in Italy, come riportato dal resoconto realizzato da Federdoc (federazione nazionale dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine).

Nell’ambito di un mercato internazionale in cui la produzione di vino ha subìto un crollo, con un decremento del 5% per una stima totale di quasi 260 milioni di ettolitri, nell’anno appena trascorso il nostro Paese si è aggiudicato la leadership mondiale con un primato pari a 48,5 milioni di ettolitri, dopo un export di 5,4 miliardi di euro del 2015.

Rilevanti non soltanto i numeri delle esportazioni, ma soprattutto le vere e proprie battaglie condotte in sede comunitaria: dalla difesa dei vitigni identitari a quella delle denominazioni sul web, per evitare il rischio legato alla possibile liberalizzazione dei nomi.

I paesi importatori del vino italiano

Gli Stati Uniti hanno rappresentato il principale Paese importatore di vini italiani, con ampie quote raggiunte anche da parte di Germania, Giappone, Svizzera, Nord Europa. Il presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, ha sottolineato l’importanza della continuità dell’Italia nella scalata del mercato estero, con il conseguimento di nuove posizioni salde anche in Francia, Canada, Australia e Messico. “A questo si aggiungono le ottime performance sviluppate in Cina e Corea, target di assoluto valore. L’80% delle etichette nazionali è destinato a superare i confini italiani”.

Il settore degli spumanti

Ed anche il settore degli spumanti ha ottenuto incrementi notevolissimi, con una crescita stimata attorno al 35%. L’analisi condotta dalla Coldiretti ha evidenziato come nel 2016 il vino abbia rappresentato la prima voce all’interno dell’export agroalimentare nazionale.

“Il primato produttivo davanti alla Francia nel 2016 è dovuto alla crescita in Veneto, che si conferma la principale regione produttrice, ma anche in Emilia-Romagna e Piemonte”.

In base alla stima effettuata, la produzione Made in Italy del 2016 è stata costituita per oltre il 40% dai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), per il 30% dai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il rimanente 30% dai vini da tavola.
Sorprendenti risultati quelli raggiunti, poi, presso i principali produttori vinicoli, con gli acquisti che crescono in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%). “E nel Paese transalpino, patria dello Champagne, lo spumante tricolore fa addirittura segnare un incremento in doppia cifra, pari al +57%”, ha sottolineato sempre Coldiretti.

I risultati di business

Parliamo di un settore che nel nostro Paese produce quasi 10 miliardi di profitti esclusivamente dalla vendita del prodotto in sé, dando lavoro a circa 1,3 milioni di persone.

Il primato raggiunto dal nostro vino è frutto di una scommessa fatta proprio sulla sua identità, unitamente ad una costante ricerca in termini di miglioramento qualitativo. Il risultato è che oggi, nel mondo, 1 bottiglia su 5 è italiana.