Educazione finanziaria ed emozioni

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L’ educazione finanziaria fornendo conoscenza e dunque consapevolezza aiuta gli individui a compiere scelte finanziarie più sostenibili per i soggetti stessi e per la collettività.

L’educazione finanziaria può essere allo stesso tempo determinante nel rendere consapevoli le persone di tutti gli altri fattori che, al di la dell’informazione disponibile, incidono sui comportamenti finanziari. Tra i fattori più importanti abbiamo le emozioni.

Sulla base di studi ed analisi nel campo della finanza comportamentale sappiamo che esiste un peso notevole esercitato dalla sfera emozionale di ogni individuo relativamente a scelte di natura economica, come gli investimenti e più in generale la gestione del denaro. Sono state infatti condotte specifiche ricerche i cui risultati hanno evidenziato quanto le emozioni personale influiscano nelle decisioni di tipo finanziario, inducendo di frequente i soggetti a commettere errori. Secondo questi risultati sembrerebbe che non esiste un nostro comportamento svincolato da qualsiasi emozione.

Di fronte alla volatilità del mercato, quindi, accadrà che alcuni scelgano di ignorare il problema pur di non venire turbati e non avere successivamente senso di rimpianto, mentre altri saranno spinti ad agire da soli semplicemente affidandosi alle tendenze del momento o ai suggerimenti di amici e conoscenti. Altri ancora si concentreranno esclusivamente sul momento attuale di un investimento, senza ragionare sugli scopi a lungo termine di un’operazione finanziaria.

Nell’ambito della educazione finanziaria è bene tenere in considerazione che la paura o al contrario l’impazienza sono fattori determinanti nell’indurre molti risparmiatori a perdere di vista l’obiettività delle circostanze finanziarie.

Nel primo caso, infatti, non avendo piena comprensione dell’andamento di un mercato e di conseguenza non potendo identificare con chiarezza le ragioni di uno specifico evento che al suo interno possa verificarsi, il soggetto tenderà a voler uscire velocemente dal mercato stesso non appena dovessero presentarsi fasi di calo ai suoi occhi eccessivamente repentine. Nel secondo caso, invece, si tenderà a non voler valutare il possibile problema, rimandando la preoccupazione nell’impazienza, per l’appunto, di ottenere dei profitti. Sappiamo che nel nostro Paese chi investe dichiara di necessitare di rendimenti medi del 9,1% all’anno, ovvero di una cifra assolutamente sproporzionata rispetto agli effettivi rendimenti medi annuali dei mercati.

Un’altra tipologia di errori che possono venire commessi a causa delle emozioni è legata alla diffusa sensazione di “sicurezza” maggiore che molta gente avverte nel momento in cui decide di agire come fa la gran parte delle persone che conosce. Una tendenza ad aggregarsi alla massa che può risultare decisamente non appropriata e rischiosa.

Tipico sbaglio che può venir fatto senza rendersene conto è poi quello di focalizzare la propria attenzione soltanto in uno spazio temporale estremamente ristretto e quindi di breve termine, quasi sempre in assenza di un reale piano finanziario alla base delle proprie scelte.

Per evitare di incorrere in rischi legati all’emotività del proprio comportamento è dunque fondamentale agire con razionalità, effettuando un controllo periodico dei propri investimenti e valutandolo insieme con un consulente del settore, al fine di mantenere il più possibile esigui i pericoli legati a decisioni avventate e di garantire coerenza e costanza al proprio piano finanziario.

L’ educazione finanziaria, oltre ai contenuti, può e deve fornire consapevolezza dei propri meccanismi cognitivi sostenendo percorsi di crescita delle persone che vadano oltre la mera conoscenza in ambito economico e finanziario.