Educazione finanziaria: gli strumenti di politica monetaria

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Perché è fondamentale trattare il tema della politica monetaria in un articolo di educazione finanziaria? Perché i suoi effetti, che sembrano distanti dai problemi delle persone, in realtà incidono su aspetti importanti della vita quotidiana come tassi, prezzi e occupazione.

Educazione finanziaria: cos’è la politica monetaria?

Quando parliamo di politica monetaria ci riferiamo a quella sezione della politica economica che si prefigge come scopi la stabilità del potere d’acquisto della moneta e quindi dei prezzi, nonché la stabilità del cambio e dell’intero sistema finanziario.

Si avvale quindi di strumenti che hanno una funzione di controllo diretto sul credito e sui movimenti dei capitali e di controllo indiretto sul mercato nella sua totalità.

Le competenze in materia di politica monetaria sono generalmente detenute dalle banche centrali, che hanno la possibilità di agire in maniera autonoma rispetto allo Stato. In Italia questo compito spetta alla Banca d’Italia, attiva dal 1999 in qualità di Banca Centrale Nazionale (BCN) all’interno dell’Eurosistema.

E’ però la Banca Centrale Europea a detenere la sovranità in termini monetari: essa ha infatti il monopolio per quanto concerne l’emissione di moneta, di conseguenza il potere di condizionare le negoziazioni all’interno del mercato monetario.

Educazione finanziaria: quali sono gli strumenti di politica monetaria

Gli strumenti di politica monetaria sono quindi sotto la gestione della Banca Centrale (del sistema economico di riferimento), la quale ha il potere di effettuare dei cambiamenti sull’offerta di moneta tramite l’utilizzo dei parametri che determinano la base monetaria stessa.

I maggiori strumenti a disposizione per poter intervenire nella politica monetaria sono il tasso di sconto, la riserva obbligatoria e le operazioni di mercato aperto.

Sappiamo infatti che la banca centrale può modificare il cosiddetto “tasso ufficiale di sconto”, ovvero il tasso di interesse che gli istituti di credito utilizzano per richiedere rifinanziamenti alla banca centrale, con lo scopo di poter ottenere nuova liquidità. Il livello del tasso di sconto sarà direttamente proporzionale al costo del rifinanziamento suddetto. Un suo aumento, al contrario, produrrà una diminuzione dell’offerta di moneta.

Altro strumento a disposizione è la “riserva obbligatoria”: si tratta di un istituto tramite cui le banche – come forma di garanzia della propria solvibilità – sono costrette a mantenere una specifica percentuale delle loro passività presso la banca centrale, che ha il diritto anche di modificare tale quantità. In questo caso la riserva obbligatoria è, naturalmente, inversamente proporzionale all’offerta di moneta sul mercato.

Infine la banca centrale mettere in atto delle operazioni, come l‘acquisto di titoli del debito pubblico dal mercato. In questo modo, di fatto, immette moneta nel sistema aumentandone l’offerta. Analogamente potrà stabilire di vendere i titoli del debito pubblico: in tal caso, di conseguenza, indurrà una diminuzione dell’offerta monetaria sul mercato.

La politica economica comunitaria si pone come obiettivo il mantenimento della stabilità dei prezzi: rispettare questa finalità è un dovere di tutti gli Stati membri partecipanti all’Eurosistema e alla Comunità. Questa caratteristica pone la politica monetaria in una posizione più alta di quella detenuta dalla politica fiscale.