Per l’educazione finanziaria una svolta strategica da non disattendere

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Da un lato i risultati decisamente sconfortanti, che pongono l’Italia nella parte bassa della graduatoria internazionale; dall’altro l’importanza specifica attribuita dal Governo italiano e certificata dal Decreto Legge di inizio anno a cui ha fatto seguito in questi giorni la nomina dei componenti il Comitato Nazionale per la diffusione dell’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale guidato dalla Professoressa Anna Maria Lusardi.  Comunque lo si consideri, il tema dell’educazione finanziaria in Italia si rivela cruciale e meritevole di considerazione appropriata, come anche emerso da un recente Convegno svoltosi presso l’Università Sapienza di Roma e di cui si riportano alcuni dei principali esiti.

Della valenza strategica del tema è convinto Domenico Siclari, docente di Diritto dell’Economia e degli Intermediari Finanziari dell’Università Sapienza di Roma, che sottolinea come “la diffusione dell’educazione finanziaria mediante un’apposita strategia nazionale che coordini le diverse iniziative in materia, numerose e frammentate, diventi assolutamente necessaria per mettere in grado gli utenti dei servizi bancari e finanziari di utilizzare consapevolmente la massa di informazioni e dati disponibili”

Sulla stessa linea di pensiero si colloca Magda Bianco, Responsabile del Servizio Tutela dei Clienti e Antiriciclaggio della Banca d’Italia, che rivendica per questa istituzione il ruolo di protagonista alla luce dei programmi di educazione finanziaria portati avanti dal 2008 nelle scuole e che “ hanno coinvolto 110mila studenti“.

E anche la Consob – come sostiene Nadia Linciano, Responsabile dell’Ufficio Studi , può vantare dei meriti in questo ambito, considerati la realizzazione della Carta degli Investitori dall’inizio del 2014 e  del Portale dell’Educazione Finanziaria: “un’iniziativa concepita nell’ottica di valorizzare la complementarietà tra educazione finanziaria e regolamentazione, aumentando l’efficacia delle tutele previste dall’ordinamento “.

Quanto all’Associazione Bancaria Italiana , tramite il suo braccio operativo della Fondazione per l’Educazione finanziaria e al Risparmio ( Feduf ), Giovanna Boggio Robutti , che ne è Direttore Generale , ricorda la recente iniziativa del portale ”www.curaituoisoldi.it “ realizzato con le associazioni dei consumatori. Un’iniziativa importante, che si è ultimamente arricchita di “una nuova  sezione dedicata alla fascia di popolazione in stato di difficoltà economica, dove confluiranno informazioni su facilitazioni mirate  e strumenti di supporto “.

Fondamentale per un adeguato sviluppo dell’educazione finanziaria è sicuramente il connesso aspetto comunicazionale , come ricorda Giuseppe Ghisolfi, Vice Presidente dell’ACRI e Presidente della cassa di Risparmio di Fossano, quando sottolinea che “il servizio pubblico della RAI può svolgere un ruolo molto importante, analogo a quello di alfabetizzazione grammaticale ricoperto con grande successo negli anni ’60 “.

E dal canto suo Paolo Grignaschi, Direttore Generale di Federlus, orgogliosamente rivendica per Orizzonti TV, la web italiana dell’educazione finanziaria, di cui è Direttore , “ l’impegno a contribuire a un miglioramento del suo livello qualitativo e di diffusione attraverso il mezzo digitale, cercando di raggiungere tutti coloro che su internet si informano e interagiscono“. E un riferimento d’obbligo in questo contesto va allo sviluppo di importanti sinergie già concretizzate con le Istituzioni attive su questo tema, a cominciare dal MEF e dalla Banca d’Italia. Un autentico fiore all’occhiello!

E per concludere questa rapida carrellata di qualificate opinioni e di importanti realizzazioni in tema di educazione finanziaria, non  si può trascurare la dimensione etica e civica , come bene mette in evidenza Daniela Condò, Tutor del Master Anticorruzione di Tor Vergata. Richiedendosi, così, un “approccio che va oltre la mera alfabetizzazione finanziaria e che contribuisce in modo sostanziale ad una educazione critica alla finanza“. Senza tralasciare di ricordare il passaggio successivo di questo percorso, quello “che porta all’educazione alla legalità, riconosciuta come stella polare di un nuovo rinascimento economico, in un’ottica di responsabilità collettiva e di collaborazione attiva tra e con le Istituzioni“.

L’augurio è, pertanto, che la svolta strategica adottata dal Governo italiano non solo non venga disattesa, ma anzi rafforzata dai primi passi operativi del già ricordato Comitato.