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La Amsterdamsche Wissel Bank fu fondata nel 1609 per volontà del consiglio municipale e nel resto del mondo si chiamerà Banco di Cambio di Amsterdam.

Nel settecento la Amsterdamsche Wisselbank diventa la più grande banca del mondo. Ad essa dedicò una lunga digressione Adamo Smith ne La ricchezza delle nazioni, citandola come banca esemplare del capitalismo.

La reputazione della Banca si incrinò nel  1763, in seguito ad un crollo della borsa che ebbe ricadute anche all’estero.

Un secondo scandalo travolse la Banca nel 1794, quando si scoprì che la stessa, contro i propri statuti, aveva fatto prestito per milioni di fiorini, a diversi soggetti incapaci di restituirli, come la Compagnia olandese delle Indie orientali e perfino a Luigi XVI, che in piena rivoluzione francese fu decapitato e non potè mai restituire i prestiti.

Ma non furono solo gli scandali a causare il declino della Banca, esso fu dovuto anche alla perdita d’importanza di Amsterdam nell’economia mondiale che si spostò in Inghilterra.

 

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.