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Glossario:

Futures

Appartenenti alla categoria degli strumenti derivati, sono contratti che impegnano una delle controparti ad acquistare alla scadenza ed al prezzo prefissati l'attività cosiddetta sottostante, che può essere di natura finanziaria o “materiale” (Vedi “Contratti derivati: conoscerli per non temerli” e “Derivati: quando sono pericolosi?).

Swap

Appartenenti alla categoria degli strumenti derivati, consistono in sostanza nello scambio tra due controparti di flussi di cassa, quali possono essere gli interessi su obbligazioni e/o azioni. (Vedi “Contratti derivati: conoscerli per non temerli” e “Derivati: quando sono pericolosi?)

Conoscere i contratti derivati

Uno strumento derivato è, riassumendo, un contratto o un titolo il cui prezzo si basa sul valore di mercato di un altro strumento finanziario, che viene definito sottostante. Quest’ultimo può essere riferito, per fare degli esempi, ad azioni, valute, tassi d’interesse o indici finanziari.

Sono in pratica degli strumenti finanziari innovativi che consentono di trasferire il rischio che può essere legato all’oscillare dei tassi stessi, dei cambi, delle borse o dei prezzi delle materie prime dal singolo investitore al mercato. La loro origine non va tuttavia ricercata nella finanza contemporanea, ma può essere rintracciata addirittura al Medioevo, quando per gestire l’oscillazione dei prezzi delle materie prime agricole si stipulavano contratti che consentivano ai produttori di ottenere una sicurezza in termini di prezzi sui mercato per le merci. All’epoca venivano cioè utilizzati per stabilizzare i prezzi dei prodotti agricoli e dare certezza dei prezzi finali agli agricoltori.

Tipologie e rischi

I contratti derivati possono essere ricompresi in tre macro-categorie: futures, contratti di opzione e contratti di swap. Il comune denominatore è la possibilità di assumere e trasferire rischio nei mercati finanziari. Il loro utilizzo può essere guidato da finalità di copertura, così come definito, ma anche con intenti speculativi. Va sicuramente detto che i contratti derivati sono prodotti difficili e che andrebbero perciò utilizzati solo da operatori professionali perché in termini di perdite potenziali, quando si agisce in ottica speculativa, è difficile per l’investitore non professionale valutare i rischi di questo tipo di investimento.

Chi invece non conosce le opportunità e le minacce che si incorporano in questa forma di investimento potrebbe incorrere in spiacevoli output e ingenti perdite. Molti scandali emersi sui mercati finanziari sono riconducibili ad un eccessivo utilizzo dei derivati con finalità speculative attraverso la strutturazione di prodotti complessi, dotati di scarsa trasparenza, difficilmente comprensibili al risparmiatore e all’investitore medio. L’inconsapevolezza nell’utilizzo di strumenti complessi ha a volte investito alcune istituzioni pubbliche quali, per esempio, alcune amministrazioni comunali.

I contratti derivati oggi

Di recente si è diffuso l’impiego del prodotto derivato in combinazione con prodotti finanziari più elementari per costruire i cosiddetti prodotti della finanza strutturata. Esempi ne sono le le obbligazioni index linked, le obbligazioni reverse floater e tutti quegli strumenti che cercano di coniugare la sicurezza di alcuni mercati obbligazionari con le opportunità legate ai mercati di borsa o delle materie prime.

Alcune categorie di intermediari finanziari come le Banche di Credito Cooperativo, data la rischiosità che caratterizza l’impiego di questi strumenti, addirittura rifiutano per statuto di intermediarli.

Intervento di:

Eugenio Linguanti

Consulente

E’ laureato in Scienze Economiche e Bancarie all’Università di Siena; è stato professore a contratto di Funzioni Finanziarie all’Università di Viterbo ed cultore della materia in Tecnica di borsa, Tecnica bancaria e Gestione del rischio di credito all’Università di Siena; è autore di pubblicazioni sulla valutazione degli strumenti finanziari e sulla gestione di portafoglio; svolge da oltre 20 anni attività di formazione specialistica in area finanza per responsabili ed addetti del mondo bancario e finanziario; dal 1998 collabora con Accademia BCC (scuola nazionale di formazione del Credito Cooperativo) per la predisposizione di corsi e seminari in area finanza, credito e assicurazioni per responsabili e addetti delle BCC, delle Federazioni e delle società del GBI; è docente del Master Ateneo, programma di formazione manageriale per i quadri direttivi delle BCC; è amministratore responsabile di eXponential srl, società di formazione e consulenza bancaria.