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Glossario:

Futures

Appartenenti alla categoria degli strumenti derivati, sono contratti che impegnano una delle controparti ad acquistare alla scadenza ed al prezzo prefissati l'attività cosiddetta sottostante, che può essere di natura finanziaria o “materiale” (Vedi “Contratti derivati: conoscerli per non temerli” e “Derivati: quando sono pericolosi?).

Swap

Appartenenti alla categoria degli strumenti derivati, consistono in sostanza nello scambio tra due controparti di flussi di cassa, quali possono essere gli interessi su obbligazioni e/o azioni. (Vedi “Contratti derivati: conoscerli per non temerli” e “Derivati: quando sono pericolosi?)

Conoscere i derivati

I derivati sono degli strumenti finanziari il cui prezzo varia al variare del valore di un altro strumento, detto sottostante. Quindi per fare un esempio: se il sottostante è il petrolio, il derivato sarà uno strumento che permetterà di scommettere sull’andamento al rialzo o al ribasso del prezzo del petrolio stesso entro una scadenza. Sono in pratica degli strumenti finanziari che consentono di trasferire il rischio che può essere legato all’oscillare dei tassi, dei cambi, delle borse o dei prezzi delle materie prime dal singolo investitore al mercato. Essi possono essere ricompresi in tre macro-categorie: futures, contratti di opzione e contratti di swap.

I derivati pericolosi

Ma allora, se i derivati non sono cattivi intrinsecamente, da cosa derivano i problemi legati al loro massiccio utilizzo da parte di istituti finanziari e istituzioni pubbliche?

“Sono strumenti pericolosi – spiega Biocchi – se sono usati in ottica di speculazione. Per partecipare all’acquisto di un contratto, infatti, non è necessario possedere l’intera cifra che si impegna nell’operazione, ma basta versarne una parte, chiamata margine (Vedi “puntata dedicata“). In linea di massima la pericolosità è legata al fatto che ci si espone a profitti e perdite in ragione del valore dell’intero contratto mentre per operare si versa, generalmente, solo il 10% del totale. Questo vale, come detto, soprattutto nell’ottica speculativa, perché se li si usa solo al fine di proteggere un proprio investimento, un’attività detta di hedging, ci si protegge dalla possibilità di registrare grandi perdite di fronte al variare del costo di una materia prima”.  (Vedi anche “Contratti derivati: conoscerli per non temerli”).

L’aiuto di un professionista

Sono dunque prodotti difficili e che andrebbero perciò utilizzati solo da operatori professionali perché in termini di perdite potenziali, quando si agisce in ottica speculativa, è difficile per l’investitore non professionale valutare i rischi di questo tipo di investimento. Di recente si è diffuso l’impiego dei prodotti derivati in combinazione con prodotti finanziari più elementari per costruire i cosiddetti prodotti della finanza strutturata. Esempi ne sono le le obbligazioni index linked, le obbligazioni reverse floater e tutti quegli strumenti che cercano di coniugare la sicurezza di alcuni mercati obbligazionari con le opportunità legate ai mercati di borsa o delle materie prime. Alcune categorie di intermediari finanziari come le Banche di Credito Cooperativo, data la rischiosità che caratterizza l’impiego di questi strumenti, addirittura rifiutano per statuto di intermediarli.

Intervento di:

Davide Biocchi

Trader e formatore presso Directa sim

Davide Biocchi, classe 1966, ex- albergatore e ora trader a tempo pieno. Le prime esperienze di Borsa si svolgono tramite il borsino della banca; poi, da febbraio 1999, con l’avvento del trading on line, la Borsa diventa parte integrante della sua vita.