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Glossario:

Banca d’Italia

E' la banca centrale della Repubblica italiana. Persegue finalità d’interesse generale nel settore monetario e finanziario: il mantenimento della stabilità dei prezzi, obiettivo principale dell’Eurosistema in conformità al Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea.E’ l’autorità nazionale competente nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico sulle banche ed è autorità nazionale di risoluzione nell’ambito del Meccanismo di risoluzione unico delle banche e delle società di intermediazione mobiliare.

Paolo Mieli ci racconta la figura di Donato Menichella, Governatore della Banca d’Italia dal 1948 al 1960 e Direttore Generale dell’IRI dal 1934 al 1944. Ruoli con cui riesce ad incidere in maniera determinante sulle sorti dell’economia italiana del dopoguerra.

Lo “scopritore” di Donato Menichella: Alberto Beneduce

Il nome di Donato Menichella non può essere disgiunto da quello di Alberto Beneduce, il suo “scopritore”, l’uomo che fondò l’IRI – l’Istituto per la Ricostruzione Industriale – nei primi anni ’30 a seguito della grande crisi del 1929. Non solo l’IRI, in quegli anni Donato Menichella è anche stato l’ideatore – ci ricorda Paolo Mieli – della legge bancaria del 1936, rimasta caposaldo e guida del sistema bancario per molti decenni.

Il sostegno a De Gasperi e il ruolo nella transizione post-fascista

Domenico Menichella, chiamato da Luigi Einaudi a ricoprire il ruolo di Direttore Generale della Banca d’Italia – prima di assumere pochi ani dopo quello di Governatore – ebbe un ruolo decisovo di sostegno all’opera di alcide De Gasperi nell’ambito della transizione all’era post-fascista, prima della grande ripresa dell’economia italiana.

Donato Menichella, la Lira e i successi da Governatore

Come sottolinea Paolo Mieli, la lira deve molto a Donato Menichella in quegli anni. Furono decisivi i suoi provvedimenti volti alla stabilizzazione del suo corso sulla scena internazionale. Questa sua azione fu riconosciuta anche al di fuori dei confini italiani come un grande successo; tanto che il Financial Times arrivò a decretarlo il migliore Governatore sulla scena mondiale dell’epoca.

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.