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Paolo Mieli ci racconta la traiettoria dei successi di Enzo Ferrari. I suoi sogni originari da sportivo, vincente. L’avvio di quella che tutt’ora è considerata in Italia azienda simbolo di tecnologia, design, velocità: la Ferrari. Lo sviluppo internazionale dell’intera Formula 1 grazie alle vittorie della scuderia italiana e di Tazio Nuvolari negli anni ’30, grazie all’intuito e alla visione di Enzo Ferrari. Ai successi sportivi seguirono risultati industriali straordinari che andarono molto oltre rispetto al mito sportivo del fondatore.

Nuvolari

Fu un mito straordinario degli anni ’30 in Italia. Un mito inventato da Enzo Ferrari, il primo ad intuire che il successo della Formula 1 sarebbe stato fatto da quel momento di miti. In un periodo in cui iniziava il primo sviluppo dei media, con la comparsa della radio e dei cinegiornali, oltre a giornali e riviste. Si costruì intorno all’automobile qualcosa che non c’era. Essa cessava di essere solo un mezzo di trasporto. Iniziava a creare miti e fantastiche storie di vita.

Scuderia

Nel secondo dopo guerra Enzo Ferrari è il patron di una scuderia ormai leader a livello internazionale. Ascari vince con la Rossa il primo titolo mondiale. E’ l’inizio di una grande stagione di successi. Con le vittorie però arriva anche il lutto, la morte. Con la fine tragica di Gilles Villeneuve la F1 si cimenta per la prima volta con il tema della morte. Ai miti si aggiunge il rischio, da quel momento oggetto dell’impegno crescente verso la sicurezza dei piloti.

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.