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Glossario:

Prospect theory

Formulata nel 1979 dagli psicologi israeliani Daniel Kahneman e Amos Tversky, è alla base della finanza comportamentale (Vedi “Finanza comportamentale: tra economia e psicologia”). Le ricerche condotte dai due studiosi dimostrarono che le scelte e il comportamento degli investitori sono differenti se la posta in gioco è realizzare degli utili o rischiare delle perdite (Vedi “Teoria del punto di vista: alle basi della finanza comportamentale”).

Cosa è la finanza comportamentale

Riassumendo, la finanza comportamentale è l’analisi dei comportamenti messi in atto dalle persone poste di fronte a delle scelte su investimenti economici e finanziari. Ad essere coinvolti non sono solo i singoli risparmiatori e le famiglie ma anche i professionisti e i grandi operatori del mercato. Tutti sono infatti accomunati da alcune peculiarità che nei momenti di grande difficoltà dei mercati ci danno la sensazione che i mercati stessi non si muovano su modalità di tipo strettamente razionale. I primi passi di questo approccio di studio furono mossi proprio in uno dei più famosi momenti di crisi del Novecento, la Grande Depressione che si originò dal crac della borsa americana del 1929 (Vedi “Grande depressione: l’economia nella Crisi del ’29”).

L’intuizione di Keynes

Fu proprio in quella drammatica occasione che il grande economista John Maynard Keynes mise in discussione la teoria tradizionale che assumeva il principio che i mercati avessero una efficienza intrinseca, e che cioè non fosse necessario l’intervento dello Stato in un contesto nel quale le scelte degli operatori e dei singoli attori erano mosse essenzialmente da criteri di pura razionalità. Keynes affermò che tale “postulato” non fosse vero, ponendo l’accento sul fatto che le scelte che ogni investitore compie sono basate su un set di informazioni sub-ottimali, non completo, per usare le sue parole “evanescente”.

Animal spirit e slanci vitali

Per sintetizzare questo punto di vista Keynes parlò di “animal spirit” alla base delle scelte degli investitori e degli operatori di mercato, espressione che si può tradurre con “slanci vitali”. Ognuno porta cioè con sé in una scelta di investimento la propria storia, le proprie sensazioni, un vissuto che influisce sulle scelte stesse. Inoltre, come persone siamo naturalmente inclini a semplificare la realtà, troppo complessa per essere conosciuta nella sua interezza sia ai professionisti che, in misura maggiore, alle persone comuni. La conseguenza è l’utilizzo dei cosiddetti filtri cognitivi, che ci portano a trattenere alcune informazioni sulle quali basare le scelte, pur consapevoli che le nostre conoscenze sono solo alcune e non tutte quelle di cui avremmo bisogno per una scelta perfettamente razionale.

Dai rischi alla Teoria del punto di vista

Da questo derivano dei rischi, aspetto dal quale consegue la necessità di indagare a fondo le dinamiche relative a i filtri appena menzionati. In tal senso, fondamentali le ricerche condotte sul finire degli anni Settanta dagli psicologi israeliani Daniel Kahneman e Amos Tversky e sfociate nella “Teoria del punto di vista” (Vedi “Teoria del punto di vista: alle basi della finanza comportamentale”), tra le colonne della finanza comportamentale.

Intervento di:

Daniele Caroni

Direttore Finanziario presso la Banca di Credito Cooperativo di Roma

Ricopre diversi ruoli e responsabilità nelle strutture di Capital Markets di primari istituti italiani tra Roma e Milano, nel dettaglio Iccrea Banca, Banca Profilo e BNL. In quest’ultima realtà si occupa anche di Investment Banking come responsabile dei team di Client Planning e, in seguito, di Marketing Intelligence. Partecipa alle attività di integrazione tra BNL e il Gruppo BNP Paribas. Dal settembre del 2007 ad oggi opera presso la BCC di Roma come Direttore Finanziario. In tale ruolo si occupa personalmente della Gestione del portafoglio di proprietà, presiede diversi comitati tecnici come il Comitato Investimenti, il Comitato di Gestione, il Comitato di Consulenza Finanziaria e il Comitato Tecnico Finanza. Nel 2013 attiva il servizio di Consulenza Avanzata rivolto a clientela con patrimoni mobiliari rilevanti. Tale offerta viene erogata mediante l’utilizzo di personale specializzato e prevede una modalità innovativa di pricing basata esclusivamente sull’applicazione delle commissioni di consulenza. Partecipa come esperto in tale materia a convegni sia nell’ambito del movimento cooperativo che organizzati da Associazioni esterne. Ha infine preso parte anche a trasmissioni televisive specializzate in tematiche finanziarie.