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Le regole del microcredito

Nel 2010 era stato pubblicato il decreto legislativo 110 che per la prima volta contemplava nel nostro Paese il termine microcredito. Il decreto di 4 anni dopo ne prevede due applicazioni; nel Titolo 1 del testo viene infatti sancito quello imprenditoriale, rivolto dunque alle imprese sia in fase di startup che in fase di consolidamento, mentre nel Titolo 2 si parla del microcredito sociale, rivolto alle persone in difficoltà.

Per le imprese

Al microcredito imprenditoriale possono accedere varie forme di attività, dalle imprese individuali alle cooperative, con alcuni limiti in merito agli importi massimi, al numero di dipendenti e all’estensione temporale del possesso della partita Iva. Rientrano in questa situazione tutte le attività per le quali il finanziamento può essere dedicato a potenziamento dei macchinari o alla formazione.

Per le persone

Per il microcredito sociale si parla di persone che si trovano in uno stato di particolare disagio economico e finanziario e devono fare fronte a spese mediche o spese che attengono la possibilità di vivere dignitosamente. In questo caso l’importo del credito massimo è di 10mila euro e la durata massima è di cinque anni.

Non solo denaro

Non si tratta solo di un’erogazione di denaro, perché nel concetto di microcredito è compresa anche una forma di assistenza e di monitoraggio dell’attività alla quale il prestito è destinato. Questo monitoraggio, che si sviluppa sin dalla fase di istruttoria e poi accompagna il soggetto beneficiario per tutta la fase di erogazione, è previsto per entrambe le forme di microcredito e può essere svolto dall’ente erogatore del credito o da enti terzi, se previsto dal contratto.

Intervento di:

Marco Marcocci

Marco Marcocci lavora nel Credito Cooperativo. Esperto di migrant banking, è autore di numerose pubblicazioni in materia. Collabora con la Fondazione Internazionale Tertio Millennio Onlus, con Coopemondo – Associazione per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, è sindaco revisore della sezione romana dell’UIC – Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. E’ socio fondatore e presidente dell’Associazione di Volontariato Migranti e Banche.