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Glossario:

Giovedì Nero

Il 24 ottobre del 1929, ribattezzato il "giovedì nero", quando il New York Stock Exchange, la borsa di Wall Street, sprofondò dando inizio al grande crash della borsa valori del martedì successivo

New Deal

Il grande piano di riforme economiche e sociali promosso dal presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt fra il 1933 e il 1937, allo scopo di risollevare il Paese dalla grande depressione che aveva travolto gli USA a partire dal 1929 (il «Giovedì nero»).

Era il 24 ottobre del 1929, ribattezzato il “giovedì nero”, quando il New York Stock Exchange, la borsa di Wall Street, sprofondò dando inizio al grande crash della borsa valori del martedì successivo quando, con un effetto domino geo-temporale la crisi si propagò fino in Europa con riflessi fino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.
Paolo Mieli, in questa puntata de “I conti con la storia dell’economia”, ripercorre quegli anni, miscelando cronaca, storia e risvolti umani di un periodo che il mondo non dimenticherà mai. La grande crisi iniziò nel 1929, ma negli anni ’30 ebbe il suo tragico esito.

Sarebbe potuta durare molto di più se non fosse intervenuta la seconda guerra mondiale, che configurò per gli Stati Uniti una grande occasione di investimento in ambito bellico.

Evitiamo paragoni in merito all’intensità fra la crisi attuale e quella crisi del 1929, ci dice Paolo Mieli: le cose allora furono molto più complicate, e ad inginocchiarsi furono le principali economie mondiali.

Alcune analogie tuttavia sussistono e ce le illustra il giornalista Antonio Caroti, intervenuto in questa puntata ospite del Direttore Mieli. In entrambi i casi i problemi originano negli Stati Uniti, ma il prezzo più caro dal punto di vista economico e politico è stato pagato in Europa, con la Germania a rappresentare lo Stato più penalizzato. In Europa, l’effetto politico più rilevante dello scoppio della crisi fu l’emergere dei partiti estremisti e l’ascesa inarrestabile del partito di Adolf Hitler, culminata con la nomina di quest’ultimo a capo del governo tedesco.

E’ l’inizio del regime totalitario. Negli Stati Uniti, d’altro canto, con il c.d. ”New deal”, il neo eletto Presidente Franklin Roosvelt riporta l’impostazione della politica economica statunitense a favore dell’intervento dello stato in economia, al fine di stimolare quella che costituiva la principale economia mondiale.
Il “New deal” fu anche un grande messaggio di speranza che aiutò il popolo americano a vivere con maggiore positività la seconda parte della grande crisi, preservando l’assetto e l’equilibrio democratico.

I luoghi:
Wall Street, New York, Stati Uniti
Antonio Carioti
Articolo di:

Antonio Carioti

Giornalista

Giornalista, lavora alle pagine della cultura del “Corriere della Sera”. Scrive di storia. Ultimi libri: “Con il diavolo in corpo”, “Intervista sul potere con L. Canfora” e “#incimaalmondo”