Condividi su: Facebook Twitter
Glossario:

Banca d’Italia

E' la banca centrale della Repubblica italiana. Persegue finalità d’interesse generale nel settore monetario e finanziario: il mantenimento della stabilità dei prezzi, obiettivo principale dell’Eurosistema in conformità al Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea.E’ l’autorità nazionale competente nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico sulle banche ed è autorità nazionale di risoluzione nell’ambito del Meccanismo di risoluzione unico delle banche e delle società di intermediazione mobiliare.

Fondi pensione

Sono gli strumenti appartenenti al sistema pensionistico privato o di previdenza complementare che garantiscono al lavoratore di integrare la pensione erogata dagli enti di previdenza obbligatori. Il versamento di una quota fissa o variabile nel corso degli anni di attività lavorativa punta a garantire una rendita futura che permetta il mantenimento del tenore di vita anche a fronte del “gap previdenziale” che prevedibilmente investirà enti come l'INPS.

Previdenza complementare

L'insieme degli strumenti che garantiscono al lavoratore di accantonare una quota dei propri guadagni per garantirsi prestazioni pensionistiche che si aggiungono a quelle che saranno erogate dagli enti previdenziali obbligatori. Vedi “Previdenza complementare: la soluzione per la pensione?”

Alla fine del 2015 i lavoratori iscritti alla previdenza complementare sono 7,2 milioni (un terzo del totale degli occupati), ma le percentuali più basse della media si riscontrano proprio tra i lavoratori che avrebbero maggiormente bisogno di una seconda pensione: donne, giovani, autonomi, lavoratori di piccole imprese.

Ciò è dovuto non solo alla precarietà lavorativa e alla bassa dinamica dei salari, ma anche all’insufficiente conoscenza delle tematiche finanziare e previdenziali.

Il ruolo dell’Educazione finanziaria e iniziative come quella della “busta arancione” dell’Inps, che consente ai lavoratori di stimare il tasso si sostituzione (ovvero il rapporto tra la prima pensione pubblica e l’ultima retribuzione), sono particolarmente importanti.

Pensioni, dalla beneficienza al piano Beveridge

Con la Rivoluzione Industriale iniziarono le prime forme rudimentali di assistenza ai poveri e ai lavoratori, ma prima di allora tutto era affidato alla beneficienza.

Si dovrà attendere il 1883, con il fondatore della Germania Unita, il Cancelliere Bismark, per avere una forma di assistenza e una forma di previdenza organizzate.

Un altro passo avanti ci fu nel 1942 in Inghilterra con il piano Beveridge, che si diceva portasse l’assistenza “dalla culla alla tomba”, e nei paesi scandinavi con forme previdenziali più articolate.

La riforma delle pensioni in Italia

A partire dagli anni 90 l’invecchiamento della popolazione gli squilibri delle finanze pubbliche e le condizioni dell’offerta di lavoro hanno richiesto al nostro paese profondi interventi di riforma del sistema delle pensioni pubbliche e la costruzione in parallelo di una previdenza complementare.

Gli snodi più importanti di questa riforma sono stati: la riforma Amato del 1992, con regole più stringenti per il calcolo dell’ammontare della pensione; La riforma Dini del 1995, con il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo; la riforma Monti-Fornero del 2011, che ha velocizzato la transizione al nuovo sistema, inasprito i requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità e semplificato le regole.

Perché aderire a un Fondo pensione?

“Ci sono molti vantaggi connessi all’adesione a un fondo pensione, in primo luogo – spiega Valeria Sannucci – per i lavoratori dipendenti c’è una convenienza molto certa e ovvia, che è la contribuzione del datore di lavoro”. Infatti, la prestazione che si percepirà al momento della vecchiaia non è formata solamente dai versamenti che il lavoratore ha effettuato, ma anche dai versamenti del datore di lavoro. Di conseguenza, rinunciare ad un fondo pensione significa rinunciare a risorse che i datore di lavoro mette in campo per il lavoratore.

“Questo purtroppo vale solo per i lavoratori dipendenti. Per tutte le categorie di lavoratori – prosegue – ci sono altri benefici finanziari, fiscali e di sicurezza, con la possibilità di aderire a un comparto garantito che ogni fondo pensione assicura”.

Per le fasce più deboli, le istituzioni si stanno attivando per favorire la conoscenza di questi strumenti e favorire la comprensione dei benefici che ne possono derivare. In particolare c’è uno sforzo notevole in questa direzione fatto dalla Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) che sul suo sito internet mette a disposizione moltissime informazioni utili, a partire da un “guida alla previdenza complementare” scritta in maniera molto semplice e chiara.

 

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.