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Glossario:

Banca d’Italia

E' la banca centrale della Repubblica italiana. Persegue finalità d’interesse generale nel settore monetario e finanziario: il mantenimento della stabilità dei prezzi, obiettivo principale dell’Eurosistema in conformità al Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea.E’ l’autorità nazionale competente nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico sulle banche ed è autorità nazionale di risoluzione nell’ambito del Meccanismo di risoluzione unico delle banche e delle società di intermediazione mobiliare.

Per la tutela dei clienti delle banche Banca d’Italia richiede che gli intermediari recepiscano gli obblighi di trasparenza e correttezza previsti dalla normativa. Ciò può avvenire ex post, con le ispezioni presso le banche, raccogliendo informazioni attraverso gli esposti, i ricorsi all’arbitro e le segnalazioni delle associazioni dei consumatori, o ex ante, cercando di orientare i comportamenti degli intermediari verso linee di trasparenza e correttezza.

Il tema trattato in questo nuovo episodio in cui Paolo Mieli intervista Magda Bianco, Titolare del Servizio Tutela dei Clienti e Antiriciclaggio della Banca d’Italia è “Tutela e Bail”.

La storia della Banca d’Italia

La storia della Banca d’Italia risale al 1893 quando, nell’ambito di un riordino complessivo degli istituti di emissione, nacque dalla fusione di quattro importanti banche.

Nel 1926 venne concessa alla Banca l’esclusiva per l’emissione di moneta e successivamente con la legge bancaria del 1936  le furono affidati poteri di vigilanza sulle altre banche.

Altri passaggi fondamentali furono la separazione fra lo Stato e la Banca Centrale nel 1981 e nel 1998 l’entrata nel Sistema europeo delle Banche Centrali.

La tutela del cliente delle banche

Il cliente delle banche quando ha un problema con la propria banca ha essenzialmente quattro alternative a disposizione.

Innanzitutto può fare un reclamo all’intermediario stesso e questi ha trenta giorni per rispondere.

In secondo luogo il cliente può fare un esposto alla Banca d’Italia attraverso un modulo disponibile sul sito e segnalare in modo molto semplice la sua difficoltà.

In terzo luogo, si può fare un ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario. Con 20 euro che saranno poi risarciti in caso esito favorevole, si può ricorrere senza assistenza legale all’Arbitro, un organismo indipendente supportato dalla Banca d’Italia che decide sul singolo ricorso.

I tempi sono sufficientemente rapidi: l’Arbitro negli ultimi anni ha dato una risposta che nel 70% dei casi circa è stata favorevole al cliente e le banche, che formalmente non sono tenute ad adempiere, in oltre il 98-99% dei casi lo fanno.

La quarta possibilità rimane il ricorso alla giustizia ordinaria, che è sempre possibile, ma con tempi e costi superiori.

Tutela dei clienti delle banche: Bail in

Cos’è il Bail in? Letteralmente significa salvataggio interno e “In una situazione di grave crisi di una banca – ci spiega Magda Bianco – si fa ricorso alla sofferenza di alcuni degli strumenti finanziari nelle mani dei risparmiatori”.

L’ordine con cui viene chiesta la rinuncia dei risparmiatori è in base alla rischiosità degli strumenti finanziari, quindi i primi saranno gli azionisti e successivamente gli obbligazionisti, fino ai depositi, ma solo nell’ammontare superiore a 100 mila euro.

“La lezione del bail in è che diversificare il rischio, avendo conti differenziati, interagendo con intermediari diversi, avendo strumenti finanziari diversi – conclude Magda Bianco – è la risposta più efficace”.

Approfondimenti: La filosofia del Bail in

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.