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Connettere il Paese

Nel giro di otto anni fu costruita questa bretella che univa il Nord e il Sud del Paese (per capire l’entità di questo successo basta dire che nei successivi 50 anni non si è riusciti a finire la Salerno-Reggio Calabria), un’opera destinata ad avere un impatto fondamentale nello sviluppo italiano.

“L’Autostrada del Sole – spiega Mieli – ebbe per la ripresa italiana del Secondo Dopoguerra la funzione che ebbero le ferrovie a seguito dell’Unità nazionale del 1861. Non possiamo non guardare all’autostrada come a un momento del nostro sogno di modernità che, quella volta, si realizzò”.

Infrastrutture tecnologiche e Autostrada del Sole

“Prima dell’Autostrada del Sole – spiega Manca, giornalista del Corriere della Sera – ci si mettevano due giorni di camion per andare da Milano fino a Napoli. Basta questo per capire quale ruolo abbia giocato l’infrastruttura autostradale in un’Italia che stava crescendo e si preparava ad essere una delle maggiori potenze industriali al mondo con il bisogno di far transitare velocemente merci e persone”.

“Quello che c’era prima – sottolinea Mieli – era un mondo di viaggi su strade abbastanza attrezzate ma lunghi, che richiedevano deviazioni e soste di una o più notti per attraversare l’Italia. Una modalità certo piacevole e romantica, ma antica; in più, le stazioni di sosta con gli autogrill portarono l’America in Italia. L’Autostrada non fu solo un mezzo di velocizzazione dei trasporti, ma un veicolo con cui lo stile di vita di oltre-oceano entrò in Italia. Travestito da asfalto c’era un altro mondo, quello anglosassone, che ci ha contaminati”.

Ma se l’Autostrada del Sole fu un così grande volano di sviluppo all’epoca, quale può essere il suo corrispettivo oggi per una nuova fase di sviluppo? Per Manca “sono le infrastrutture tecnologiche, le autostrade intelligenti e le fibre ottiche che permettano il trasporto non più di persone e cose, ma di dati. Un piano di sviluppo di autostrade elettroniche negli Usa fu presentato già nel 1992 da Clinton e ha reso possibile alla Silicon Valley di diventare ciò che è oggi e agli Stati Uniti di confermare la propria leadership mondiale nel mondo della tecnologia. Gli uomini che hanno lavorato tra il 1956 e il 1964 all’Autostrada del Sole ci insegnano che l’Italia può raccogliere e vincere anche questa nuova sfida”.

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.