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La finanza islamica è un complesso finanziario ed economico che trova il suo fondamento nei dettami del Corano. La sua nascita solitamente si fa coincidere con la creazione della Cassa Rurale di Risparmio di Mit Ghamr, un piccolo villaggio egiziano sul delta del Nilo di 48mila abitanti, avvenuta nel 1963 per opera di Ahmad al-Najjar, un economista egiziano che aveva studiato in Germania e lì aveva appreso il funzionamento delle banche cooperative tedesche, il cui modello fu personalizzato e adattato ai dettami del Corano.

Nella Cassa di al-Najjar troviamo così una consiglio di amministrazione deputato a strutturare le operazioni compatibili con la Sharia, il versante normativo della legge coranica, oltre che a gestire lo zakat, cioè l’elemosina che i musulmani clienti della banca dovevano corrispondere, come da dettame coranico, alla comunità.

La finanza islamica è contraddistinta da quattro divieti fondamentali che vanno a incidere nel complesso delle transazioni finanziarie:

La riba

Il primo dei divieti sanciti dalla Sharia nell’ambito della finanza islamica attiene l’impossibilità di percepire interessi, in quanto nel Corano si stabilisce il principio che il denaro non può remunerare il denaro.

 

Il Gharar

Con esso si vieta di effettuare transazioni caratterizzate da un livello di incertezza quanto mai elevato, come nelle operazioni speculative spregiudicate.

Il Masir

Con esso si vietano le transazioni dove c’è un alto tasso di aleatorietà, quindi nulla è lasciato al verificarsi di una certa sorte.

L’Haram
L’ultimo punto riguarda il divieto per tutte le operazioni connesse ad attività proibite; in altri termini, è vietato operare nel settore degli alcolici, della pornografia, della lavorazione delle carni suine e del gioco d’azzardo.

Intervento di:

Marco Marcocci

Marco Marcocci lavora nel Credito Cooperativo. Esperto di migrant banking, è autore di numerose pubblicazioni in materia. Collabora con la Fondazione Internazionale Tertio Millennio Onlus, con Coopemondo – Associazione per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, è sindaco revisore della sezione romana dell’UIC – Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. E’ socio fondatore e presidente dell’Associazione di Volontariato Migranti e Banche.