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Le origini della Lloyds Bank risalgono al 1765,  quando John Taylor e Sampson Lloyd fondarono una banca privata.

La società con la famiglia Taylor finì nel 1852, e nel 1865 la ditta Lloyds & Co. si trasformò nella società per azioni Lloyds Banking Company Ltd.

Due figli dei soci iniziali seguirono le orme dei genitori, entrando a far parte della affermata banca privata Barnett, Hoares & Co, che poi divenne Barnetts, Hoares, Hanbury and Lloyd.

L’insegna del cavallo nero risale al 1677, quando Humphrey Stokes la adottò per il suo negozio: Stokes era un orefice ed un “keeper of the running cashes e la sua attività divenne parte della ditta Barnett, Hoares & Co.

Quando questa banca fu incorporata dalla Lloyds Bank, fu mantenuta l’insegna del cavallo nero.

Attraverso una serie di fusioni diventa Lloyds Abbey Life e poi  Lloyds Tsb group.

Nel 2008, dopo il salvataggio della Bank of Scotland il gruppo Lloyds TSB Group è tornato a chiamarsi Lloyds Banking Group.

Nel 2009, in seguito alla crisi del 2008 il Governo britannico ha assunto una partecipazione del 43,4% nel Lloyds Banking Group e la Commissione europea stabilì che il gruppo, dovesse cedere una porzione delle proprie attività in quanto l’acquisto della quota era ritenuto un aiuto di stato.

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.