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Mifid e le tutele per i risparmiatori

Come accennato, la normativa europea sui servizi di investimento intende armonizzare le discipline nazionali su tema della gestione del risparmio e della gestione dei capitali, rafforzando le tutele per i risparmiatori che si affacciano a questi mercati con conoscenze piuttosto modeste sui meccanismi finanziari, e che per questo si rivolgono a consulenti, intermediari abilitati e ai servizi di gestione del portafoglio.

Il primo obbligo che hanno questi operatori professionali è quello di catalogare la propria clientela distinguendola tra “al dettaglio”, “professionale” e “controparti qualificate”. La distinzione è volta a modulare differenti profili informativi rispetto a quanto si andrà a mettere in atto sul mercato. Soprattutto per quanto riguarda la clientela al dettaglio, chi si rivolge a un intermediatore è tenuto a rilasciargli delle informazioni in merito alla propria situazione finanziaria, ai suoi obiettivi e alla sua conoscenza di base del settore, elementi che serviranno per valutare due aspetti nella scelta degli strumenti sui quali investire: adeguatezza e appropriatezza.

H2 Strumenti adeguati e strumenti appropriati

I vari profili di rischio intrinsechi agli strumenti vengono confrontati dagli intermediari con le informazioni rilasciate dal cliente così che si possano scegliere soluzioni adeguate alla conoscenza e all’esperienza della clientela stessa nonché appropriate a situazione finanziaria e obiettivi dell’investimento.

L’intermediario è tenuto a fornire le eventuali motivazioni di inappropriatezza e/o inadeguatezza di determinati strumenti rispetto alla situazione del cliente; ma se un investitore volesse realizzare operazioni che risultano incoerenti con il suo profilo finanziario? A certe condizioni è comunque possibile dare corso all’operazione.

La normativa sui servizi di investimento comprende anche obblighi di trasparenza nella comunicazione tra intermediario e clientela e norme che regolamentano la gestione di informazioni privilegiate da parte dell’intermediario verso la clientela e i mercati.

Verso un Mifid 2

L’evoluzione dei mercati ha generato qualche scetticismo sull’aderenza della normativa del 2004 al contesto attuale; è così allo studio una normativa Mifid 2 che dovrebbe migliorare i contenuti della legislazione europea in questo ambito.

Intervento di:

Eugenio Linguanti

Consulente

E’ laureato in Scienze Economiche e Bancarie all’Università di Siena; è stato professore a contratto di Funzioni Finanziarie all’Università di Viterbo ed cultore della materia in Tecnica di borsa, Tecnica bancaria e Gestione del rischio di credito all’Università di Siena; è autore di pubblicazioni sulla valutazione degli strumenti finanziari e sulla gestione di portafoglio; svolge da oltre 20 anni attività di formazione specialistica in area finanza per responsabili ed addetti del mondo bancario e finanziario; dal 1998 collabora con Accademia BCC (scuola nazionale di formazione del Credito Cooperativo) per la predisposizione di corsi e seminari in area finanza, credito e assicurazioni per responsabili e addetti delle BCC, delle Federazioni e delle società del GBI; è docente del Master Ateneo, programma di formazione manageriale per i quadri direttivi delle BCC; è amministratore responsabile di eXponential srl, società di formazione e consulenza bancaria.