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Dal Santuario di Delfi alla Banca d’Italia

Le prime forme rinvenibili di banca risalgono alla Grecia classica, nel Santuario di Delfi, dove, ci racconta Paolo Mieli, “i fedeli donavano gli oboli che venivano poi prestati”.
Da lì in poi, le banche ebbero un corso importantissimo soprattutto nel secondo millennio della storia dell’umanità e in particolar modo a Firenze, dove si può dire sia nata la tradizione bancaria con le famiglie dei Bardi, dei Peruzzi e degli Acciaiuoli.
Queste famiglie di banchieri tenevano le casse e le finanze di tutta Europa finché nel Seicento, per la precisione nel 1694, con la Bank of England nasce la Banca moderna.

Strumenti finanziari

Moneta, obbligazioni e azioni sono gli strumenti finanziari più semplici. Ad ognuno dei tre è associato un rendimento, ma anche un rischio, secondo la semplice regola che ad un maggior rendimento corrisponde un più alto rischio.
La moneta si può depositare in banca o tenere in casa. Optando per questa seconda scelta si ha un rischio molto limitato ma non rende nulla.
Le obbligazioni rendono più della moneta, possono essere private o pubbliche.
Le prime rendono più dei Titoli di Stato (obbligazioni pubbliche) e il rendimento è legato al rischio di fallimento dell’azienda. Anche ai titoli pubblici è associato un rischio, infatti, se il debito pubblico di un Paese è elevato e quindi meno sicuro, i titoli di stato di quel Paese avranno un rendimento più alto e gli investitori per comprarli avranno un premio per quel rischio.
Le azioni, infine, hanno un rischio elevato e proprio per questo possono rendere molto. In media sono più redditizie degli altri strumenti ma solo se detenute per un periodo di tempo molto lungo. Il rischio è dato proprio dalla grande volatilità che contraddistingue il rendimento azionario.

Educazione Finanziaria

C’è una regola d’oro per gli investimenti finanziari? Per il Governatore Visco “ad un rendimento elevato corrisponde un rischio elevato. Bisogna capire che se ti offrono tanti soldi per un investimento, qualcosa c’è dietro e rischi abbastanza”.
Il ruolo dell’Educazione Finanziaria è fondamentale e da tempo sono attivi dei progetti per i giovani che daranno risultati nel tempo. Spiega il Governatore Visco: “dove siamo più in difficoltà, è sugli adulti. Bisogna fare un grande sforzo su questo ed è un percorso che stiamo effettuando con le Associazioni dei Consumatori, con tanti altri progetti pubblici e privati in corso. La difficoltà principale è quella di incasellare tutti i tasselli nel posto giusto. L’obiettivo è quello di fornire elementi il più esaustivi possibile che possano stimolare la voglia nelle persone verso un approfondimento costante di tali tematiche, al fine di acquisire sempre maggiori competenze, in grado anche di far selezionare gli esperti ai quali chiedere consiglio”.

Intervento di:

Paolo Mieli

Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista all’“Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese.