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Glossario:

Euribor

Acronimo di EURo Inter Bank Offered Rate, indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee. Viene calcolato quotidianamente

Rating

È l'insieme dei “voti” che le agenzie specializzate come Standard & Poor's e Moody's assegnano a ogni Paese in base alla loro solvibilità.

I rischi dei titoli di Stato

L’alto debito pubblico italiano ha reso molto popolare una pratica che, come tutti gli investimenti di questo tipo, presenta rischi ma anche precisi parametri per valutarli. Quando si decide di acquistare titoli di Stato, siano essi in asta al momento dell’emissione o sul mercato secondario, bisogna dunque tenere a mente quattro fattori che vanno legati tra loro e corrispondono ad altrettanti profili di rischio: la durata, il flusso cedolare, la liquidità e il merito di credito.

La durata

C’è un rapporto direttamente proporzionale tra il rischio e la durata dell’investimento. Come ben riassume in una frase Caroni, “più l’investimento ha una durata temporale prolungata, più elevato è il rischio ad esso collegato”.

Le cedole

L’argomento qui riguarda gli interessi percepiti. Essi dipendono in prima battuta dalla modalità con la quale sono stati emessi i titoli di Stato, se a tasso fisso o indicizzato. Per scegliere l’opzione migliore occorre analizzare scenari di contesto e parametri come, per citarne un paio, l’inflazione (interna o su scala europea) e l’Euribor. Negli ultimi anni, ad esempio, le economie avanzate hanno visto i tassi decrescere rendendo molto proficui i titoli di chi aveva investito in tassi fissi. Viceversa, i tassi indicizzati, alla luce ad esempio di un Euribor sceso progressivamente, non hanno avuto performance paragonabili. Oggi invece i rendimenti sono ai minimi storici e ci si aspetta possano crescere, dunque sono gli investimenti a tasso fisso a poter risultare meno performanti e più rischiosi soprattutto se la durata dell’investimento è prolungata.

La liquidità

È forse questo il profilo meno problematico quando si parta di titoli di Stato, in quanto, salvo rare eccezioni, l’investitore ha sempre la possibilità di acquistare e rivendere il proprio investimento. Tuttavia, le eccezioni, appunto, esistono, e vanno prese in considerazione.

Il merito di credito

In ultimo, la solvibilità del Paese che emette titoli, parametro legato all’ammontare del suo debito pubblico, è centrale nella valutazione del rischio. Sono le agenzie di rating a fornire indicazioni utili in tal senso, classificando i Paesi, da una valutazione massima di “AAA” ad una minima di “BBB-”, oltre la quale si entra in un terreno speculativo ad alto rischio.

Intervento di:

Daniele Caroni

Direttore Finanziario presso la Banca di Credito Cooperativo di Roma

Ricopre diversi ruoli e responsabilità nelle strutture di Capital Markets di primari istituti italiani tra Roma e Milano, nel dettaglio Iccrea Banca, Banca Profilo e BNL. In quest’ultima realtà si occupa anche di Investment Banking come responsabile dei team di Client Planning e, in seguito, di Marketing Intelligence. Partecipa alle attività di integrazione tra BNL e il Gruppo BNP Paribas. Dal settembre del 2007 ad oggi opera presso la BCC di Roma come Direttore Finanziario. In tale ruolo si occupa personalmente della Gestione del portafoglio di proprietà, presiede diversi comitati tecnici come il Comitato Investimenti, il Comitato di Gestione, il Comitato di Consulenza Finanziaria e il Comitato Tecnico Finanza. Nel 2013 attiva il servizio di Consulenza Avanzata rivolto a clientela con patrimoni mobiliari rilevanti. Tale offerta viene erogata mediante l’utilizzo di personale specializzato e prevede una modalità innovativa di pricing basata esclusivamente sull’applicazione delle commissioni di consulenza. Partecipa come esperto in tale materia a convegni sia nell’ambito del movimento cooperativo che organizzati da Associazioni esterne. Ha infine preso parte anche a trasmissioni televisive specializzate in tematiche finanziarie.