Finanza, banche, assicurazioni: semplificare ed educare

Condividi su: Facebook Twitter

Il tema è oggi più che mai attuale e opportuno: la tutela dei clienti nel settore bancario, finanziario e assicurativo. Questo è, infatti, un argomento che preoccupa non poco i cittadini provocando una generale tensione e diffidenza verso il sistema finanziario ed in particolare, complice le note vicende degli ultimi tempi, verso le banche.

Cittadini, nella veste di clienti e consumatori, da una parte e settore finanziario, bancario e assicurativo dall’altra: due mondi diversi, forse ostili ma di certo insofferenti, dove tutto sembra difficile. Come se ciò non bastasse, a rendere ancora più cupo uno scenario già buio, ci si mettono anche le regole del gioco che, frutto di un’evoluzione normativa talvolta “tumultuosa”, anziché semplificare le cose le complicano.

Bisogna intervenire velocemente per sanare questa situazione ed il punto di partenza non può essere che quello dell’alfabetizzazione finanziaria prima e dell’educazione finanziaria dopo.

Come ha detto ad inizio marzo Salvatore Rossi, Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’IVASS, nel suo intervento a Palazzo Montecitorio in occasione della presentazione del documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva su “Semplificazione e trasparenza nei rapporti con gli utenti nei comparti finanziario, bancario e assicurativo”, occorre che “il cliente comprenda fino in fondo che cos’è il prodotto a cui si avvicina, che caratteristiche ha”.

Per arrivare a questo sfidante obiettivo è indispensabile semplificare il modo in cui il mondo finanziario si rapporta con la clientela.

I venditori sono tenuti sempre più a “parlar chiaro” e la contrattualistica sottostante ad un prodotto dovrà essere semplificata nel linguaggio. E’ opportuno replicare le buone pratiche registrate nella stesura della cosiddetta documentazione precontrattuale redatta a corredo dei prodotti tradizionali, dove la semplificazione è avvenuta sfrondando le informazioni ritenute meno utili al cliente ed arricchendo i contenuti con indicatori sintetici utili per una comparazione tra stessi prodotti offerti da diversi fornitori.

Non va poi dimenticato il contributo che potrà venire dalla Strategia nazionale di educazione finanziaria, previsto dalla “legge salva-risparmio” che metterà ordine alle iniziative in materia già esistenti, collocandole in una cornice organica a beneficio dei cittadini. Tuttavia, come nota il Direttore di Banca d’Italia ci vorrà del tempo per costruire una più consapevole cittadinanza economica. Infatti “gli interventi in tema di educazione finanziaria non possono avere ritorni immediati: bisogna aspettare che il seme attecchisca, che la pianta cresca, prima che maturino i frutti”.