Il catasto: da dove nasce e a cosa serve

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Il catasto deriva da una parola greca che significa “lista”: parliamo di un inventario, di un insieme di documenti in cui sono registrate le caratteristiche di tutti i beni immobili presenti sul territorio nazionale, sia che si tratti di fabbricati che di terreni e sia che appartengano a privati che siano invece di gestione statale.

Rientrano nel catasto anche le superficie occupate da strade ed acque. I documenti a cui ci riferiamo sono registri, disegni, atti ed elementi di tipo grafico, contenenti tutte le caratteristiche economiche e tecniche dei beni, unitamente all’indicazione dei loro proprietari.

Attraverso il catasto si può accedere dunque a tutte le informazioni, in termini di localizzazione geografica, di consistenza e di grandezza, di una proprietà immobiliare, nonché la sua destinazione d’uso.

Originariamente, ovvero alla fine dell’800, il catasto era già un prezioso documento fatto di atti e mappe, oltre all’attestazione della cronologia di eventuali cambiamenti apportati al bene.

Oggi esiste un’acquisizione in formato digitale che ha consentito di riunire tutte le informazioni raccolte in un ampio sistema elettronico, in modo da permettere una comunicazione diretta tra tutte le banche dati finanziarie.

In Italia il catasto è suddiviso in due sezioni che si completano a vicenda: quella relativa ai terreni e quella relativa ai fabbricati.

La prima è costituita da una lista di tutti i terreni non edificati, mentre nella seconda (detta anche “Nuovo Catasto Edilizio Urbano”) rientrano gli immobili di natura civile. In quest’ultimo si potranno quindi ritrovare tutti i dati tecnici, economici, fisici e giuridici delle unità immobiliari: parliamo dell’indirizzo del bene, dell’identificazione catastale in quanto tale (comprensiva di nome del Comune, numero di mappa, numero di particella, codice di Sezione e numero di subalterno), della consistenza, della classe di reddittività (menzionata però solo per alcuni beni e non per tutti), delle categorie di appartenenza e della menzione dei soggetti titolari di diritti reali sul bene o possessori del bene stesso. Le planimetrie sono inoltre depositate.

Gli scopi del catasto sono svariati.

Prima di tutto essi sono di natura fiscale, in considerazione del fatto che esso censisce letteralmente i beni che si trovano in un certo luogo. Secondariamente, però, il catasto si caratterizza anche come un elemento di supporto per progettazioni, pubblicità e studi di settore, oltre che come riferimento per le politiche di protezione dell’ambiente.

La sua funzione più prettamente civile è perciò quella di fornire i dati immobiliari identificativi, utili per le varie procedure sia amministrative che giudiziarie.

E’ previsto dalla legge che vi sia libera consultazione delle informazioni catastali: per potervi accedere saranno necessari i dati anagrafici del titolare e/o l’identificativo catastale.

 

Regina Picozzi