Il contributo degli under 35, giovani imprenditori italiani e stranieri, nella crescita dell’imprenditoria italiana

Condividi su: Facebook Twitter

Qual’è il contributo dei giovani imprenditori e degli stranieri all’imprenditoria italiana?

Sulla base delle elaborazioni realizzate da Unioncamere – InfoCamere, utilizzando i dati degli ultimi anni inseriti nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, il bilancio dell’imprenditoria italiana è risultato positivo grazie al contributo degli stranieri residenti nel nostro Paese e a quello dei giovani imprenditori italiani, ovvero dei cittadini con un’età al di sotto dei 35 anni.

In particolare, fra il 30 giugno 2012 ed il 30 giugno 2015 il numero delle imprese create dagli immigrati è cresciuto di ben 86 mila unità, con una rilevante presenza nei settori delle costruzioni, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, dei servizi turistici e alle imprese, del noleggio, degli alloggi e della ristorazione.

Relativamente, invece, al contributo dei giovani under 35, nel 2015 è stata registrata una crescita di 66 mila unità, con l’apertura di 120 mila nuove imprese, delle quali 46 mila (ovvero il 37% del totale) nel Mezzogiorno. Si calcola che in assenza dell’apporto del settore giovanile vi sarebbe stata una perdita di ben 21 mila unità, analisi di ancor maggior valore se consideriamo che le imprese gestite da giovani rappresentino solamente il 10,3% degli oltre 6 milioni di attività alla base dell’imprenditoria italiana. Alla fine del 2015 le aziende guidate da under 35 sono arrivate a quota 623.755.

Dopo le regioni del Mezzogiorno, i maggiori contributi sono stati evidenziati, rispettivamente, nel Nord-Ovest del Paese (con 28.500 aperture), nel Centro (25.812) e nel Nord-Est (18.869). In particolare, è la Calabria (con il 40,9%) la regione in cui nel 2015 si è riscontrato il più elevato contributo da parte dei giovani imprenditori alla creazione di nuove aziende. Il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, ha sottolineato il fatto che i giovani italiani abbiano dimostrato di svolgere un ruolo fondamentale nella crescita del tessuto produttivo nazionale. “Ora è necessario che queste giovani iniziative di business siano in grado di superare la fase iniziale e affermarsi sul mercato. Un obiettivo al quale il sistema camerale lavora per permettere a queste promettenti realtà di nascere più forti e diventare grandi prima”, ha commentato.

Da un’analisi effettuata per settori è risultato che i giovani imprenditori italiani abbiano prediletto, nel 2015, il commercio (25.275 iscrizioni),  le costruzioni (10.342), la ristorazione (6.598)  e l’agricoltura (5.478). Quelle che però si sono caratterizzate più specificamente come attività dei giovani sono state le ausiliarie dei servizi finanziari, nel cui contesto ben il 49,2% delle nuove iniziative fa capo agli under 35, e quelle relative agli servizi per la persona (con una percentuale del 46,3%).

Importante sottolineare come un forte contributo alla crescita imprenditoriale sia arrivato da parte delle donne e degli immigrati. Delle 119.279 nuove imprese gestite da under 35, infatti, quasi una su tre è risultata avere una gestione al femminile, con una netta prevalenza in Abruzzo, Valle d’Aosta e Molise, mentre una su quattro ha evidenziato la guida di immigrati residenti in Italia, il cui maggior sostegno fornito alle imprese giovanili è stato registrato in Liguria, Lombardia e Lazio.

Approfondimenti: Imprenditoria migrante; Immigrati e Agricoltura “legale” ; Migranti e BancheLavoro: meno assunzioni a tempo indeterminato e crescita dei contratti a termine ;