Il debito pubblico, cos’è esattamente?

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Sentiamo spesso parlare di “debito pubblico”. Ma di cosa si tratta, esattamente?

Che cos’è

Questa terminologia fa riferimento alla totalità delle passività di tipo finanziario a carico delle Pubbliche Amministrazioni, nel contesto dei loro rapporti economici con le figure creditrici, nei confronti delle quali, al momento della scadenza prefissata, tale importo dovrà poi essere restituito con gli interessi. Per “Pubbliche Amministrazioni” si intende l’insieme di enti di cui fanno parte, oltre allo Stato, le Amministrazioni Locali (Regioni, Province e Comuni), gli Istituti pubblici di Previdenza Sociale (Inps, Inail, ecc.) e alcune aziende.

Il “debito” in quanto tale nasce quindi, nello specifico, quando le spese dello Stato divengono superiori alle entrate e di conseguenza, visto che non si può agire stampando più moneta, obbligazioni del Tesoro e titoli vengono venduti all’asta a un determinato tasso, facendo di fatto divenire lo Stato stesso un “debitore”. Nel tempo esso accumula infatti una cifra complessiva nei confronti di altri soggetti economici, siano essi imprese, Stati o istituti bancari, sia nazionali che esteri, che nei suoi riguardi hanno sottoscritto un credito proprio acquisendo obbligazioni o titoli (come ad esempio i Bot, i Cct, i Btp, i Ctz, etc.).

A cosa serve

Naturalmente creare un debito pubblico assolve a una precisa funzione, ovvero quella di sostenere i costi dell’anno in corso qualora le entrate fiscali non siano sufficienti a questo scopo. Per farlo si emettono, come detto, i titoli di Stato, con i quali si ottiene la liquidità necessaria a fronteggiare le spese pubbliche.

Nel nostro Paese, in particolare, le passività finanziarie che vanno a costituire il debito pubblico sono, oltre che titoli obbligazionari, anche conti correnti presso la Tesoreria dello Stato, buoni fruttiferi e depositi postali a carico del Ministero del Tesoro, nonché speciali mutui e prestiti da parte di istituti bancari o società finanziarie.

Il debito pubblico in Italia

L’attuale situazione italiana in merito al debito pubblico è tutt’altro che rosea, nonostante le recenti stime della Banca d’Italia segnalino che novembre 2019 rappresenti il secondo mese consecutivo di calo, dopo che già al 30 settembre scorso il debito era sceso a 2.439 miliardi di euro (rispetto ai 2.463 miliardi del mese precedente).

Se pensiamo allo stesso periodo dello scorso anno, infatti, il debito pubblico è complessivamente cresciuto di 42 miliardi e mezzo di euro. Del resto la nostra situazione finanziaria è ferma dall’inizio del 2018, senza alcun reale segno di sostanziale ripresa: il tasso di crescita italiano è di circa lo 0,1 %, ovvero il più basso di tutta l’Unione Europea.

Di questo passo – così è stato stimato – tra un anno circa raggiungeremo una soglia di debito di ben 2500 miliardi.

Regina Picozzi