Il Decreto legge Cura Italia – prima parte: misure per il settore sanitario, misure per l’occupazione e i lavoratori

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In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo definitivo, il Governo ha reso noti tutti i provvedimenti, approvati nella giornata di ieri dal Consiglio dei Ministri, che verranno messi in atto per fronteggiare l’emergenza Coronavirus nel nostro Paese, con uno stanziamento previsto di circa 25 miliardi di euro.

Il Premier Conte e i Ministri Catalfo e Gualtieri hanno infatti descritto in conferenza stampa le diverse misure previste, tutte finalizzate a fornire un sostegno ai cittadini in questo complicato periodo.

È importante sottolineare che tale decreto verrà presumibilmente seguito da un secondo provvedimento in uscita ad aprile, per prorogare quanto stabilito attualmente.

I principali settori di intervento del decreto anti Covid-19

I provvedimenti sottoscritti dal Governo riguardano 4 principali aree di interesse:

  • misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale
  • misure a sostegno dell’occupazione e dei lavoratori;
  • misure fiscali a sostegno della liquidità di imprese e famiglie
  • misure fiscali di sospensione di tributi e contributi

Nello specifico, dal punto di vista delle misure finanziarie e di aiuto al Sistema Sanitario Nazionale è stato stabilito quanto segue:

  • sarà consentita l’apertura di reparti temporanei internamente o esternamente agli ospedali presenti sul territorio nazionale, incrementando i servizi e le risorse economiche;
  • il Fondo per le emergenze nazionali sarà incrementato di 1,65 miliardi complessivi;
  • sarà possibile erogare finanziamenti tramite contributi a fondo perduto e in conto gestione alle aziende produttrici di mascherine, che saranno destinate in maniera prioritaria a medici e operatori sanitari;
  • la protezione Civile potrà requisire strutture alberghiere o altri immobili al fine di incrementare i posti letto necessari per affrontare l’emergenza Coronavirus;
  • la quarantena verrà per l’Inps equiparata alla malattia, certificata dal proprio medico curante. I costi per i lavoratori privati non saranno a carico dei datori di lavoro o dell’Inps stessa, ma dello Stato;
  • potrà essere incrementato il personale medico e infermieristico militare; l’Inail potrà assumere a tempo determinato 200 medici specialisti e 100 infermieri; verrà aumentato lo stanziamento di fondi per l’Istituto Superiore di Sanità al fine di gestire al meglio le attuali esigenze di sorveglianza epidemiologica;
  • la laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia diverrà abilitante all’esercizio della professione di medico chirurgo, previo giudizio di idoneità ottenuto durante lo svolgimento dei mesi di tirocinio pratico-valutativo;
  • verranno stanziati dei fondi per il pagamento di tutti gli straordinari connessi all’emergenza;
  • verrà istituito un Fondo per la sanificazione degli ambienti di Comuni, Province e Città metropolitane.

A sostegno dell’occupazione e dei lavoratori:

  • sarà riconosciuto un indennizzo di 600 euro non tassabili e su base mensile per lavoratori con partita iva, co.co.co in gestione separata, lavoratori del settore agricolo, artigiani, commercianti, lavoratori autonomi iscritti alla gestione Ago, lavoratori del settore turistico, lavoratori del settore spettacolo con redditi annuali inferiori a 50 mila euro;
  • la cassa integrazione verrà estesa in deroga su tutto il territorio nazionale per tutti i dipendenti;
  • si potrà usufruire di un congedo parentale di 15 giorni in presenza di figli con età fino a 12 anni al 50 della retribuzione e di un congedo parentale sempre di 15 giorni in presenza di figli con età compresa fra 12 e 16 anni ma senza retribuzione. In alternativa, è prevista la possibilità di ottenere voucher babysitter per dipendenti e autonomi, in presenza di figli piccoli a casa da scuola, di importo da 600 euro a 1000 euro per famiglie monogenitoriali, nonché per ricercatori e sanitari.
  • è previsto che per i mesi di marzo e aprile i titolari di permessi in base alla legge 104 avranno a disposizione 12 giorni anziché 3 di congedo per l’assistenza ai propri familiari.

(seconda parte qui)

Regina Picozzi