Il mercato immobiliare italiano: in aumento le compravendite ma fermi i prezzi

Condividi su: Facebook Twitter

Sulla base dei recenti dati pubblicati dall’Istat relativamente all’andamento dei prezzi del mercato immobiliare italiano, osserviamo qualche lieve cambiamento ma anche alcuni elementi piuttosto statici.

Come sta andando il mercato immobiliare?

Se consideriamo il terzo trimestre dello scorso anno vedremo infatti una sostanziale stabilità nei costi di vendita degli immobili ad uso abitativo o a fini di investimento (l’aumento dei prezzi c’è stato ma si aggira attorno allo 0,1%), a fronte di una considerevole crescita della domanda. Stando alle statistiche elaborate e diffuse dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare gestito dall’Agenzia delle Entrate, le transazioni hanno evidenziato un aumento del 17,4% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente.

Sta dunque nuovamente tornando ad alimentarsi l’investimento in campo immobiliare, nonostante la precarietà sociale e la debolezza reddituale ampiamente diffuse, al momento, nel nostro Paese.

Il settore residenziale ha registrato, in tre anni, un aumento di ben il 23,3% superiore a quello degli immobili di impresa che ha invece realizzato un +13%.

Parallelamente, una lieve diminuzione si è verificata anche nei canoni di locazione, che negli ultimi sette anni hanno visto scendere il loro valore, annualmente, di una quota compresa tra il -1,6% dei negozi al -0,8% degli immobili ad uso abitativo.

Come si muove il mercato immobiliare a livello territoriale

Esiste poi una differenza di tipo territoriale all’interno del mercato immobiliare: le città del centro-nord, come Firenze, Bologna, Milano e Venezia, hanno riscontrato un rilancio di attività nettamente superiore rispetto alle città del centro-sud ma anche rispetto a Genova e Padova.

Sappiamo poi che il 60% delle compravendite sul territorio nazionale viene sostenuto da un mutuo, elemento che naturalmente evidenzia il legame tra debolezza della domanda e mercato finanziario. Se consideriamo soltanto le erogazioni nette, parliamo di 36,3 miliardi di euro stimati nel 2016.

In base ad un sondaggio estremamente recente, realizzato da S&P Global Ratings, possiamo prevedere che nonostante l’attuale crescita delle compravendite nel prossimo biennio i prezzi delle case non aumenteranno e le transazioni rallenteranno. Vi sarà, quindi, una battuta di arresto sia nei costi degli immobili che nelle transazioni (anche a causa di un lieve aumento dei tassi sui mutui), fenomeno dovuto naturalmente all’indebolimento dell’economia del nostro Paese, all’incertezza sul piano politico e all’instabilità lavorativa della maggior parte dei cittadini.

Quel che è certo è che la crisi del settore immobiliare ha avuto un peso rilevante nell’orientare le tendenze dell’economia italiana in questi ultimi anni, se pensiamo che tra il 2007 e il 2016 la domanda finale interna (ovvero quella rappresentata da consumi, spesa pubblica e investimenti) ha subìto una contrazione dell’8,7%, di cui il 4,7% dovuto al calo degli investimenti nelle costruzioni ed il rimanente 4% da tutti gli altri fattori.