Il rating di legalità: cos’è e a cosa serve

Condividi su: Facebook Twitter

Quando parliamo di rating di legalità facciamo riferimento ad uno strumento introdotto e disciplinato nel 2012 per divulgare e promuovere indici di comportamento all’interno dei contesti aziendali.

Il rating di legalità ha lo scopo di indicare in maniera sintetica il rispetto, per l’appunto, di determinati standard di legalità e di cura nella gestione degli affari, riconoscendolo in modo ufficiale tramite una specifica misurazione del merito che si esprime con un punteggio compreso tra una e tre “stellette”.

Si tratta quindi di una vera e propria un’attestazione, rilasciata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che rispecchia e certifica la sensibilità di una determinata impresa nel promuovere e garantire la tutela di interessi sociali ritenuti fondamentali.

Nel caso di attribuzione del rating suddetto, le imprese potranno usufruire di alcuni importanti finanziamenti pubblici e la possibilità di accesso a specifiche agevolazioni bancarie.

I requisiti per inoltrare la richiesta al rating di legalità comprendono la necessità che l’impresa abbia sede operativa sul territorio nazionale italiano, che sia iscritta al registro delle imprese da almeno due anni rispetto alla data di presentazione della domanda, che rispetti le norme previste dal regolamento attuativo e che abbia fatturato almeno due milioni di euro nell’anno che precede quello della richiesta.

La domanda può essere inoltrata per via telematica utilizzando il formulario messo a disposizione dall’agcom, senza dover sostenere alcun costo.

Una volta ottenuto, il rating di legalità ha validità di due anni e può essere rinnovato su specifica richiesta.

Esso può venire riconosciuto, e di conseguenza usato per erogare determinate agevolazioni, sia dalle pubbliche amministrazioni, che ne tengono conto nel momento in cui vengano emessi bandi o concessi finanziamenti, che dalle banche, le quali possono scegliere di modificare in base a questo le proprie condizioni, nonché diminuire i tempi e le spese nell’erogazione di un prestito, e infine anche il nuovo Codice dei contratti pubblici, per il quale è possibile dare alle amministrazioni la possibilità di inserire il rating di legalità tra gli elementi discriminanti in positivo.

Sappiamo infatti che le pubbliche amministrazioni, ad esempio, prendono in considerazione questa certificazione quando predispongono la concessione di specifici finanziamenti, mettendo in preventivo che esso si definisca utile al fine di un punteggio aggiuntivo attribuibile, di una possibile preferenza in graduatoria o ancora dell’eventuale erogazione di una riserva di risorse finanziarie.

Esistono specifici requisiti per poter conseguire la prima stelletta, ovvero per acquisire il punteggio base. Prima di tutto non devono esservi sentenze penali di condanna o di patteggiamento a carico di alcun membro dell’azienda, nè il mancato versamento di ritenute assistenziali e previdenziali.

Oltre a questo, la società stessa non deve avere sentenze a carico, né aver avuto condanne per pratiche commerciali scorrette o mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, né accertamenti tributari o condanne per illeciti nel biennio precedente la domanda di rating di legalità.


Regina Picozzi