Il welfare aziendale: di cosa parliamo?

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La parola “welfare” fa riferimento ad un complesso di iniziative, benefit e misure promosse ed erogate da un’impresa, sia per scelta autonoma che in accordo con i sindacati, al fine di aumentare ed alimentare il benessere dei lavoratori attraverso il miglioramento del clima aziendale. Si tratta quindi di un insieme di prestazioni che vanno al di là dell’elemento puramente retributivo, ponendosi l’obiettivo di rendere migliore anche la vita privata dei dipendenti attraverso il riconoscimento e la realizzazione dei loro bisogni. Per attuare il cosiddetto “welfare aziendale” una società può erogare specifici bonus e servizi, avvalendosi della possibilità di usufruire di sgravi fiscali. Non parliamo, quindi, di una remunerazione aggiuntiva per le prestazioni effettuate, come fosse una sorta di premio di risultato.

Il welfare aziendale è molto più di questo. Rappresenta, di fatto, l’unione che si viene a creare tra i piani di incentivazione dei lavoratori e le politiche di Responsabilità Sociale d’Impresa, che collegandosi riescono in tal modo a raggiungere obiettivi più alti e più duraturi. Il fondamento dei programmi aziendali di questo tipo è la possibilità di motivare i dipendenti, di riconoscere ufficialmente il loro impegno e di agire sulla loro identificazione con i valori propri dell’impresa. Tutto questo, naturalmente, passa attraverso un’accresciuta sensibilità del datore di lavoro verso la salute ed il benessere psico-fisico dei lavoratori, a fronte, comunque, del riconoscimento di vantaggi fiscali per la propria società (elemento trainante, spesso, nel processo di adozione dei piani di welfare).

Da un lato, quindi, si configurano elementi vantaggiosi per i lavoratori, che sono incentivati a svolgere al meglio le proprie mansioni ed anche a realizzare prestazioni di più alto grado, vedendo crescere il proprio benessere personale e familiare; dall’altro si concretizzano evidenti vantaggi per il datore di lavoro stesso, che in tal modo accresce la reputazione della propria azienda, vede ridursi l’assenteismo dei dipendenti ed aumentare la produttività, risparmia sui costi relativi al personale e, per l’appunto, usufruisce di specifici sgravi fiscali.

Bisogna distinguere, in ogni caso, il welfare aziendale volontario da quello obbligatorio, laddove il primo viene erogato volontariamente dal datore di lavoro senza che vi siano obblighi di natura legale o contrattuale, mentre il secondo è appunto imposto da una contrattazione sindacale.

Per mettere in atto un piano di welfare aziendale bisognerà effettuare una precisa analisi dei costi e degli investimenti che l’impresa sarà in grado di sostenere per realizzarlo, unitamente alla valutazione delle effettive necessità dei dipendenti: solo comprendendo realmente i loro veri bisogni, infatti, la successiva offerta di servizi e benefit potrà essere pienamente efficace.