Indici di borsa

Condividi su: Facebook Twitter

Quando parliamo di “indici di borsa” ci riferiamo ad un insieme di azioni, presenti nelle borse mondiali e caratterizzate da alcune decine di titoli.  Il più antico indice di azioni è il Dow Jones Transportation Index, creato da Charles Dow. Quest’ultimo, che aveva fondato la Dow Jones & Company insieme con il collega giornalista Edward Jones, alla fine dell’800 creò il secondo indice di azioni: il Dow Jones Industrial Average (DJIA), che già al momento della sua fondazione comprendeva ben dodici società quotate in borsa, tra cui la General Electric.

Un indice è quindi una lista di azioni e in quanto tale può venire creato da chiunque. Naturalmente la fama delle società comprese all’interno di ognuno di essi li rende più o meno noti. Il Dow, ad esempio, è estremamente conosciuto proprio perché contiene le trenta più importanti imprese statunitensi, oltre ad essere uno degli indici più seguiti a livello internazionale.

Esistono specifici criteri sulla base dei quali un determinato titolo possa venire inserito in un certo indice: esso dovrà infatti sottostare a rigorosi parametri numerici che fanno riferimento alla capitalizzazione dell’impresa quotata ed al settore di appartenenza. Un indice di borsa rappresenta quindi un insieme di azioni di numero variabile in base alla composizione dell’indice stesso.

Nel contesto delle Borse mondiali, alcuni di essi saranno costituiti da alcune decine di titoli, altri da “panieri” contenenti oltre 100 titoli azionari. Nell’ambito del procedimento che conduce alla formazione di un indice, un primo carattere di cui tener conto è la possibilità di inserire i titoli a maggior capitalizzazione. Oppure (e questo è un criterio estremamente utilizzato nelle Borse di tutto il mondo, la scelta di accorpare titoli di società che facciano parte del medesimo settore: ne è un esempio il Nasdaq della Borsa di New York, nel cui contesto si ritrovano esclusivamente titoli tecnologici.

L’indice più importante della Borsa Italiana, usato da giornali economici ed esperti del settore per seguire e capire l’andamento di Piazza Affari, è il FTSE MIB, acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa. Esso comprende 40 dei titoli azionari a maggiore capitalizzazione della Borsa Italiana.

Per determinarlo si utilizza un algoritmo in grado di analizzare in maniera continua le variazioni della quotazione dei titoli stessi, traducendoli poi nell’indice totale. Nell’ambito del FTSE MIB sono coinvolte principalmente dieci imprese che da sole detengono i 2/3 della capitalizzazione complessiva, nel settore delle utilities e in quelli industriale e finanziario.