Investimenti “fai da te”: che pericoli si corrono?

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Quando si parla di investimenti azionari è bene tener conto dei rischi legati ad un approccio “fai da te”, prima di tutto evitando di essere sbrigativi e di agire con leggerezza.

E’ importante conoscere gli strumenti finanziari e le caratteristiche del loro utilizzo, pur non possedendo una cultura finanziaria di tipo specialistico. Sarà infatti necessario essere in grado di leggere i prospetti informativi, i report di rischio e tutto ciò che si renderà rilevante ai fini dell’applicazione di un efficace monitoraggio delle proprie procedure.

Per prima cosa sarà molto utile riuscire ad inquadrare il proprio profilo di investitore, sia con l’ausilio di test creati appositamente con questo scopo che, naturalmente, con le proprie individuali capacità. In secondo luogo stabilire il fine dell’investimento, che potrà essere legato alla prospettiva di una nuova attività oppure, ad esempio, alla propria pensione o ai propri figli, e la durata dell’investimento stesso. Mettere in conto, poi, di doversi assumere dei rischi è implicito nell’operazione stessa, ma nonostante ciò bisognerà sempre mantenere un equilibrio tra le proprie risorse e gli obiettivi che ci si prefigge.

Oltre a questo, sarà determinante diversificare le operazioni e saper selezionare strumenti finanziari di una certa semplicità: in presenza di esigenze basilari, ovvero di un profilo standard, potrà risultare sufficiente anche un solo fondo, di buona qualità e con costi contenuti, senza l’esigenza di strutturare dei portafogli complessi, cosa che invece viene promossa continuamente sul mercato sia per suscitare un effetto di innovazione che, spesso, per mascherare i reali costi da sostenere. E’ sempre bene, comunque, acquistare solo ciò che si capisce veramente, diffidando di soluzioni estremamente complicate. Inoltre è sempre utile valutare più di una possibilità e quindi di un referente, che non sempre e non necessariamente sarà quello conosciuto da più tempo.

Quando si realizza un investimento “fai da te” è sempre fondamentale monitorare il proprio portafoglio ogni 5-10 giorni di media, tenendo d’occhio le fluttuazioni del mercato pur senza eccedere in ansia. I condizionamenti psicologici sono del resto fattori determinanti, che spesso inducono gli individui a procedere in una direzione piuttosto che in un’altra.

Sappiamo, ad esempio, che quando il mercato azionario sale l’investitore, abitualmente, sceglie di posizionare più denaro. Analogamente disinveste quando i titoli scendono.

Ma se il suo portafoglio è creato in maniera corretta, non dovrebbe vendere durante il ciclo negativo del mercato neppure se sta ottenendo dei profitti. Un po’ come non dovrebbe fare chi decide di vendere il proprio immobile quando il mercato immobiliare si trova in crisi. Sarà infatti importante avere la capacità di aspettare che si verifichi un’inversione di tendenza.

In definitiva, comunque, crearsi una certa formazione in materia finanziaria o ancor meglio chiedere un aiuto di tipo professionale ad un consulente sono sempre le scelte più proficue.