Irpef: definizioni e caratteristiche

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Istituita con la Riforma Tributaria del 1973, l’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, il cui pagamento deve essere effettuato da parte di tutti i cittadini e in alcuni casi anche da società. Ha la caratteristica di essere diretta, personale e progressiva.

Diretta in quanto colpisce direttamente il reddito. Personale perché versata da tutti gli individui residenti in Italia che producano ricchezza. Progressiva in quanto è strutturata in modo tale per cui la quota percentuale che l’imposta stessa assorbe si accresce proporzionalmente al reddito, elemento che ne definisce per l’appunto la progressività.

La logica dell’Irpef è quella di tassare maggiormente i redditi più alti, applicando aliquote che vanno dal 235 al 43%, in base all’appartenenza ad uno specifico range reddituale. Ovvero: per redditi da 0 a 15.000 euro vi sarà un’aliquota del 23%, per redditi da 15.001 a 28.000 euro del 27%, per redditi da 28.001 a 55.000 euro del 38%, per redditi da 55.001 a 75.000 euro del 41% e per redditi superiori a 75.000 euro l’aliquota sarà del 43%.

Ovviamente l’Irpef si basa sul fatto che un reddito esista. Esso potrà essere poi di diverse tipologie: da lavoro dipendente, reddito di capitale, fondiario, da lavoro autonomo, di impresa o ancora di natura diversa.

L’imposta per i residenti nel Paese viene applicata sia sui redditi maturati in Italia che su quelli prodotti all’estero, mentre per i non residenti riguarda esclusivamente quelli maturati sul territorio nazionale.

Le uniche categorie che non sono tenute a versare la suddetta imposta sono quelle dei pensionati con più di 75 anni ed un reddito totale inferiore ad 8 mila euro e quelle dei lavoratori dipendenti che abbiano un reddito complessivo al di sotto di 8.174 euro all’anno, oltre a chi possieda redditi che provengono da terreni o fabbricati che non oltrepassino le soglie di riferimento e  i cittadini che maturino redditi da lavoro autonomo al di sotto dei 4.800 euro.

Nel caso dei pensionati e dei lavoratori dipendenti viene effettuata una detrazione all’origine, cioè tramite trattenute mensili che vengono poi dichiarate nel 730: spetta quindi all’ente pensionistico o al datore di lavoro sottrarre ogni mese una percentuale del reddito in qualità di anticipo d’imposta. I lavoratori autonomi devono invece calcolare la quota di Irpef da versare direttamente al momento di presentazione del modello unico.

Esiste la possibilità, per i cittadini, di usufruire di specifiche deduzioni e detrazioni, rispetto alle quali non vi è comunque l’obbligo di allegare alla propria dichiarazione dei redditi alcun tipo di documentazione. Il contribuente è però tenuto a conservarla per tutto il periodo in cui l’Agenzia delle Entrate mantenga il diritto di effettuare controlli. Le spese dedotte o detratte devono essere certificate con fatture o scontrini riportanti il codice fiscale del destinatario e la specifica del servizio per cui si è effettuato il pagamento.

L’Irpef è una tassa che permette ad oggi allo Stato di incassare annualmente circa 150 miliardi, ovvero più o meno il 30% delle entrate che derivano dalle imposte.