La Commissione Europea ha scritto all’Italia. Correzione dei conti pubblici e regola del debito: di cosa parliamo?

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La richiesta di correzioni dalla UE

Sappiamo che la Commissione Europea ha fatto pervenire all’Italia una richiesta di correzioni da apportare alla legge di Bilancio per rientrare nel Patto di Stabilità, comunicazione che è passata all’attenzione degli uffici del Ministero dell’Economia per le necessarie valutazioni. Secondo quanto menzionato, si richiede un aggiustamento dei conti pubblici tale per cui la distanza che andrebbe colmata è stimabile in “due decimi di punto di Pil”, come hanno spiegato alcune fonti del Mef (Ministero Economia e Finanze).

La correzione dello 0,2% del Pil equivale a circa 3,4 miliardi di euro.

La procedura d’infrazione europea

Parliamo anche della procedura d’infrazione europea per il mancato rispetto della regola sulla riduzione del debito, secondo cui ogni Paese è tenuto a ridurre il proprio debito pubblico eccedente il 60% del Pil al ritmo medio di un ventesimo l’anno. Tale regola venne introdotta nel 2011 con il Regolamento europeo 1177.  Da distinguere dalla regola sul deficit (che rappresenta uno dei requisiti economici e finanziari per accedere all’Euro secondo il trattato di Maastricht , poi ripreso dal Patto di Stabilità e Crescita del 1997), in base alla quale l’indebitamento netto della pubblica amministrazione non deve superare il 3% del Pil.

Poco prima dell’invio all’Italia della lettera da parte dell’organo esecutivo, a Strasburgo la portavoce capo della Commissione, Margaritis Schinas, aveva sottolineato il fatto che quest’ultima facesse parte del dialogo in corso con le autorità italiane e che quindi andasse inserita all’interno di questo contesto.

Il documento è arrivato a seguito della trattativa tra Roma e Bruxelles in merito a cifre e tempi per la correzione del suddetto deficit strutturale (rapporto debito/Pil). Il nostro governo italiano dovrà apportare eventuali misure di bilancio integrative.

“Confermo che è stata inviata la lettera come parte del dialogo che sta continuando con le autorità italiane”, ha detto Margaritis Schinas, interrogata dalla stampa durante l’incontro con i giornalisti a Strasburgo.

 

La replica del Ministero Economia e Finanze

Il Ministero Economia e Finanze italiano ha replicato sottolineando i risultati raggiunti dal nostro Paese e la positività di giudizio manifestata precedentemente, ovvero già nel 2016, dalla stessa Bruxelles (ovvero dalla Commissione Europea e dall’Eurogruppo): ” Nel contesto dell’usuale interlocuzione con la Commissione il governo esprimerà la sua posizione, rispondendo alla lettera e inviando il rapporto sui fattori rilevanti che giustificano la dinamica del rapporto debito pubblico/Pil “.

Ciò che il Mef ha evidenziato è anche la sostanziale stabilizzazione del rapporto tra debito pubblico e Pil, risultato da considerarsi eccellente i particolare inserendolo in un contesto di recessione severa e paragonandolo alla dinamica debitoria degli altri Stati dell’Eurozona.
In base alle previsioni della Commissione Europea pubblicate il 16 novembre 2016 il necessario consolidamento pari allo 0,2 per cento del Pil dovrebbe verificarsi entro il 2017.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan non ha escluso che si possa arrivare a ricorrere a nuove misure di contenimento delle spese, mettendo al lavoro tutti i tecnici del settore. Sono già partite dalla Ragioneria le indicazioni in merito a tagli lineari (per alcune centinaia di milioni di euro) alle spese dei ministeri. Potrebbero però esservi fatti rientrare anche sia la revisione dei fondi infrastrutturali (che ha un peso di ben 2,9 miliardi) che gli sconti fiscali che potranno venire sacrificati.