La lezione di economia di Mary Poppins

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MARY POPPINS di ROBERT STEVENSON (1964)

Produttore Walt Disney 

 Come il sistema bancario si regge sulla fiducia.

Tutti ricordiamo la scena del film Mary Poppins, quando Mr. Daws, proprietario della banca dove lavora il Sig. Banks, cerca di convincere Michael, il figlio del sig. Banks, a depositare  due penny nella banca. Michael non è convinto e non vuole rinunciare alle sue monete, ma ipnotizzato dal canto, perde la concentrazione e il signor Dawes è in grado di strappargliele di mano.  << Ridammi i miei soldi! >>  grida Michel, spingendo altri clienti a temere che c’è qualche problema a chiedere indietro i loro depositi e creando una corsa agli sportelli, proprio come è successo presso le filiali Northern Rock nel 2007.

La scena del film illustra come le banche dipendano dal mantenimento della fiducia dei loro depositanti. In qualsiasi momento solo una piccola parte dei depositanti vorrebbe ritirare i propri soldi, quindi, anche per evitare rapine,  è sicuro per la banca tenere in contanti solo una frazione della quantità nei suoi conti di deposito. Ma se un depositante comincia a dubitare della capacità della banca di ripagarlo, ha l’incentivo a ritirare i suoi soldi il più presto possibile. Anche se i dubbi sono totalmente infondati, se abbastanza titolari di un conto pensano e agiscono in questo modo, diventerà una profezia che si auto avvera .

Ed è per questa ragione che la scena del film «Mary Poppins», con la corsa allo sportello, rappresenta un modo efficace per descrivere uno scenario di crisi. Dopo il crac di Lehman Brothers, quello della liquidità è diventato un tema più complesso. Un misto di numeri e fiducia, di quadro normativo e aspettative, di scelte dei correntisti e scenari politici. 

Gli stress test elaborati per il sistema europeo sono un passaggio importante per comprendere lo stato di salute del circuito bancario. Ed è per questo che la tensione sullo spread, le divisioni sulla manovra economica e i richiami europei disegnano un quadro di incertezza di cui le banche sono veri e propri sensori.