La Plastic Tax: come funziona la tassa che punta a sostenere la green economy

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Il futuro del nostro pianeta sembra essere sempre più a rischio. Ecco allora divenire più che mai rilevante la ricerca di strade sempre nuove da percorrere per poterlo salvaguardare.

Avrete sicuramente sentito parlare della “Plastic Tax”, ovvero della misura adottata dal Governo italiano per supportare la lotta alla plastica. Si tratta di una delle tasse che verranno introdotte nel 2020 e che, nello specifico, entrerà in vigore da luglio prossimo. L’obiettivo che si prefigge è quello di ridurre l’impatto ambientale, per l’appunto, della plastica, inserendo un’imposta sugli imballaggi che la contengono.

Adeguandosi alla direttiva comunitaria del 5 giugno 2019 n.2019/904/UE, la Plastic Tax rientra in un più grande insieme di misure a sostegno dell’ambiente, finalizzati a diminuire in particolare l’utilizzo dei prodotti monouso, ovvero quelli che più di frequente invadono i mari e le spiagge europee.

In cosa consisterà?

Dal prossimo luglio 2020 tutti coloro che producono, importano o acquistano da altri Paesi europei i cosiddetti MACSI, ovvero i “manufatti con singolo impiego”, saranno obbligati a pagare un’imposta di 45 centesimi di euro per ogni Kg di plastica eventualmente presente, fatta eccezione per i prodotti compostabili e per quelli a uso medico.

Imballaggi di plastica: facciamo chiarezza

Per “imballaggio” si intende un composto che abbia il fine di contenere una certa merce, sia essa una materia prima o un prodotto finito, che sappia proteggere il proprio contenuto e che ne permetta la manipolazione e la consegna.

  • Si definiscono “imballaggi primari” tutti quelli che confezionano un singolo prodotto che sia pronto per essere utilizzato, quindi un’unità di vendita per l’utente finale;
  • sono invece “imballaggi secondari” quelli che riuniscono più di una unità di vendita (come ad esempio le confezioni di 6 bottiglie di acqua minerale), a prescindere dal fatto che vengano venduti come tali o che servano semplicemente a semplificarne il rifornimento degli scaffali nel luogo deputato. Possono venire rimossi dal prodotto senza alterarne le caratteristiche;
  • sono infine “imballaggi terziari” quelli costruiti per facilitare sia la manipolazione che il trasporto dei prodotti che contengono, evitando i danni che il trasporto potrebbe provocare loro.

Cosa e chi colpirà la Plastic Tax?

La nuova imposta interesserà tutto il comparto industriale, se consideriamo che verranno colpiti prodotti come le bottiglie, le vaschette monouso, le buste, il polistirolo, i contenitori de detersivi, i tappi, il tetrapak del latte, ma anche le etichette e i prodotti utilizzati per il packaging di elettrodomestici, computer e così via, nonché tutte le pellicole e i rotoli pluriball.

Saranno colpiti dalla Plastic Tax sia i fabbricanti di MACSI, che gli acquirenti di tali prodotti, nonché gli importatori.

Regina Picozzi