La Responsabilità Sociale delle Imprese

Condividi su: Facebook Twitter

Si definisce anche CSR, acronimo di Corporate Social Responsibility: parliamo della Responsabilità Sociale delle Imprese, che rappresenta l’impegno che un’azienda si assume in termini di comportamento etico e di correttezza, al di là del basilare e primario rispetto della legge. E’ un concetto che integra quindi obiettivi etici con scopi finanziari, a dimostrazione della volontà, da parte di tutte le tipologie di imprese, di realizzare una gestione efficace delle problematiche con impatto sociale interne all’azienda.

Si tratta di un approccio di grande forza innovativa, di cui parlò per la prima volta R. Edward Freeman nel suo saggio “Strategic Management: a Stakeholder Approach”, nel 1984. In realtà, però, già diversi anni prima un economista italiano di nome Giancarlo Pallavicini aveva affrontato l’argomento sottolineando il fatto che un’attività d’impresa dovesse sempre tener presenti, oltre ai redditi, anche una serie di elementi di tipo socio-economico, interni ed esterni alla realtà aziendale. Nel 1968, infatti, ne scrisse ampiamente nel suo libro dal titolo “Strutture integrate nel sistema distributivo italiano”.

Quel che è rilevante tener presente, nell’ambito di un approccio come questo, è che un comportamento socialmente responsabile da parte di un’impresa ha quale risultato finale una rilevante massimizzazione degli utili nel lungo periodo, proprio in virtù del rispetto di una serie di aspettative di tipo economico, ma anche ambientale e sociale. Ciò che contraddistingue qualitativamente un prodotto è, in effetti, anche strettamente legato a tutta una serie di caratteristiche immateriali: la sua immagine, la sua storia, l’assistenza ed i servizi, le condizioni della sua fornitura.

La modalità di operare di un imprenditore risulta altrettanto importante rispetto alla bontà e competitività di ciò che egli produce, in un’ottica ormai diffusa di attribuzione di un notevole valore all’impegno etico di ogni impresa. E’ per tale ragione che al giorno d’oggi viene attribuita grande importanza alle attività specificamente finalizzate alla gestione delle relazioni con l’esterno, cioè con quelli che vengono definiti “stakeholders”, che potranno essere i mass-media, i sindacati, organizzazioni non governative e così via.

La Responsabilità Sociale delle Imprese può essere suddivisa in due branche, di cui l’interna fa riferimento alla gestione ed organizzazione dell’azienda, delle risorse umane e naturali, della salute e della sicurezza sul lavoro, mentre l’esterna si concentra invece sulle collaborazioni economiche, su clienti e fornitori, sui consumatori e sul rispetto dei diritti da un punto di vista globale.

La Commissione Europea, nel 2001, ha definito ufficialmente la Responsabilità Sociale delle Imprese come “l’integrazione, nelle operazioni commerciali delle imprese e nei loro rapporti con le parti interessate (stakeholders), di preoccupazioni di carattere sociale ed ecologico, attraverso un processo volontario di autoregolamentazione”. Alla base di tale pensiero vi è dunque la consapevolezza del fatti che per essere “socialmente responsabili” non sia assolutamente sufficiente rispettare la legge del proprio Paese, ma sia indispensabile concentrarsi su un investimento che parta dalle persone e dall’ambiente.