Attraverso la “ricapitalizzazione precauzionale” lo Stato interviene in MpS: di cosa si tratta?

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Lo scorso dicembre è arrivato il via libera da parte della Banca Centrale Europea all’intervento dello Stato in Monte Paschi di Siena: parliamo di un conto che è salito da 5 a 8,8 miliardi di euro, in considerazione degli stress test di luglio 2016 e del trattamento riservato in passato alla banche greche. I test, nello specifico, avevano infatti registrato un ammanco (il cosiddetto “shortfall”) tale per cui la Bce ha ritenuto di stimare il fabbisogno di capitale nella cifra sopra citata, comprensiva di tutte le componenti dei fondi come previsto dalla normativa vigente.

La banca ha dichiarato di aver ricevuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze due lettere redatte dalla Bce, il cui contenuto è di conferma alla presenza dei requisiti indispensabili per avere accesso alla misura della “ricapitalizzazione precauzionale”, ovvero alla sottoscrizione di fondi propri da parte di uno Stato nei confronti di una banca solvibile (cioè in grado di restituire i debiti contratti) con lo scopo di porre rimedio ad una seria perturbazione dell’economia del Paese, difendendo in tal modo la stabilità finanziaria. La misura dipende dall’approvazione finale nel contesto della disciplina degli aiuti di Stato dell’Unione europea. All’interno di tale processo di ricapitalizzazione precauzionale la Bce, considerato il suo ruolo di autorità competente, ha il compito di confermare la solvibilità delle banche su cui essa vigila direttamente, verificando che esse dimostrino di non avere carenze patrimoniali.
La suddetta misura è comunque limitata alla sottoscrizione di capitale che serve per fronteggiare la mancanza di fondi messa in luce dalla cosiddetta prova di stress.

Per quanto concerne la condizione di liquidità della Banca Mps, sappiamo che essa è andata incontro ad un veloce calo tra il 30 novembre 2016 e il 21 dicembre 2016, corrispondente a quello della counterbalancing capacity (ovvero degli stanziamenti immediatamente disponibili per far fronte alle emergenze finanziarie), passata da 14,6 miliardi di euro a 8,1 miliardi di euro, e a quello della liquidità netta a 1 mese (da 12,1 miliardi di euro, pari al 7,6% del totale delle attività, a 7,7 miliardi di euro, pari al 4,78% del totale delle attività).

“I fondi dello Stato non possono essere usati per coprire le perdite che sono già previste”, ha dichiarato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann.

Di fatto, il capitale che il Governo italiano dovrà investire a Siena per arrivare ad 8,8 miliardi sarà di circa 6,5 miliardi di euro.

Intanto si prevede che la conversione delle obbligazioni subordinate degli investitori istituzionali Mps in azioni possa fruttare solo 1,7 miliardi.

Isabel Schnabel, componente del Sachverstaendigenrat, il Consiglio di Esperti Economici della Germania, i cosiddetti “Cinque saggi” ha espresso dubbi in merito all’operazione, sottolineando la necessità di un esteso e rapido clean-up dell’intero sistema bancario italiano.