La sharing economy: di cosa parliamo?

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Con la terminologia di “sharing economy”, che potremmo tradurre con “economia della condivisione”, facciamo riferimento ad un nuovo modello economico che sta avendo sempre maggiore diffusione e che parte dall’esigenza di prendere in considerazione le necessità effettive dei consumatori. Obiettivo di tale modello è dunque, alla base, rendere vivibile e concretizzabile il concetto di riutilizzo, all’interno di una più ampia visione circolare dell’economia nella quale ogni cittadino possa mettere a disposizione le proprie capacità e competenze, nonché il proprio tempo e ciò che possiede, nella prospettiva di stabilire una rete di relazioni che consenta non solo di risparmiare, ma anche di contribuire alla difesa dell’ambiente ed attuare un’importante operazione di socializzazione.

Parliamo quindi di un sistema che nasce per scambiare servizi, beni e conoscenze, nell’ottica di promuovere nuovi stili di vita, rispettosi dei bisogni della gente e dell’intero pianeta. Nell’ambito della sharing economy vi sarà, in tal senso, un diretto contatto fra domanda e offerta, tipicamente espresso e realizzato da siti web specializzati ed applicazioni per cellulare: numerose sono infatti le piattaforme online che permettono agli utenti di incontrarsi, all’interno di una specifica community nella quale si sceglie di condividere qualcosa. Ecco allora servizi di car e bike sharing, di social eating, di taxi peer to peer e così via. Grazie alla sharing economy i cittadini possono decidere di condividere la propria casa, la propria automobile, una stanza per le vacanze.

Tutto nella prospettiva di un “consumo collaborativo”. Accade così che grazie alla sinergia tra le persone si riesca a diminuire i costi sostenuti per una determinata necessità, ottimizzandone la realizzazione e guadagnando in termini di socializzazione con l’altro.

Caratteristiche della sharing economy sono, dunque, da un lato la condivisione tra gli utenti, dall’altro l’esistenza di una piattaforma di tipo digitale, laddove qualsiasi transazione deve sempre essere pagata in rete. Grazie alla creazione di questo vero e proprio modello economico si è messa in atto una sorta di rivoluzione che ha investito quasi tutti i settori del mercato: dal turismo ai trasporti, ma anche alla cultura e alla ristorazione.

Secondo recenti studi effettuati sul tema, si stima che solo in Europa il giro d’affari della sharing economy potrà arrivare a valere, nel corso dei prossimi sei anni, ben 570 miliardi di euro, a dimostrazione del fatto che applicazioni digitali capaci di rispecchiare le reali necessità dei cittadini possano arrivare senza difficoltà a far combaciare la domanda e l’offerta, in una fase socio economica di sempre crescente sensibilizzazione della gente in merito al fondamentale concetto della condivisione.

 

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