Lavoro: meno assunzioni a tempo indeterminato e crescita dei contratti a termine

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Dall’Osservatorio Inps sul precariato emergono i dati recenti relativi al settore del lavoro: i rapporti a tempo indeterminato cominciati nel mese di gennaio scorso sono stati 154.363, evidenziando una diminuzione del 6,9% rispetto a gennaio del 2016.

Parliamo del primo mese privo di sgravi contributivi in tutta Italia, dopo due anni.

Le cessazioni di contratti a tempo indeterminato registrate nel medesimo periodo sono state di oltre 120 mila, registrando dunque un calo del 9,2, mentre quelle dei rapporti a termine hanno evidenziato una crescita del 10,6% . A fronte di ciò vi sono stati 510.589 nuovi rapporti di lavoro subordinato. L’aumento della cessazione dei rapporti di lavoro stabili dipende principalmente dalla crescita dei licenziamenti “per cambio appalto” e dei licenziamenti disciplinari. Secondo quanto riferito dall’Inps, quelli per ragioni economiche sono invece risultati in diminuzione (-7%).

Parallelamente prosegue la contrazione delle dimissioni, attestata su un -14%, elemento rispetto al quale ha inciso l’introduzione della presentazione online risalente a marzo dello scorso anno.

Nel mese di febbraio, poi, sono stati venduti oltre 9 milioni di voucher, cifra che evidenzia un calo del 4,9 % rispetto a febbraio 2016. Sappiamo che da ottobre scorso è in vigore la norma inerente la tracciabilità dei buoni per il lavoro accessorio, considerando che i buoni stessi sono stati eliminati con un decreto legge del 17 marzo di quest’anno. Fino alla fine del 2017 sarà dunque possibile utilizzare i voucher acquistati entro tale data.

Ricordiamo che il “voucher”, o “buono lavoro”, nacque inizialmente come strumento di retribuzione per il lavoro occasionale di tipo accessorio, nel 2003. Fu spesso al centro di polemiche accese, accusato di aver deregolamentato il mercato lavorativo rendendolo ancor più precario, benché, di fatto, il suo obiettivo fosse invece proprio quello di regolamentare le condizioni di lavoro non riconducibili a contratti, ovvero svolte in modo saltuario, tutelando inoltre tutte le situazioni prive di inquadramento.

Come sottolineato dall’Inps, nel caso di utilizzo dei voucher “il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto”. A fronte di questo, il lavoratore poteva integrare le proprie entrate con prestazioni occasionali prive di imposizioni fiscali e con la caratteristica di non incidere sull’eventuale stato di disoccupazione, aggiungendo tali redditi in termini di trattamenti pensionistici.

L’Italia, attualmente, ha una condizione lavorativa in emergenza. Rimane, tra le altre cose, l’unico Paese europeo in cui il costo orario della manodopera continua a scendere: in base ai dati raccolti da Eurostat, nel 2016 il valore si è attestato sui 27,80 euro, segnalando una diminuzione dello 0,8% rispetto al 2015 (28,10 euro), a fronte di una media di 29,80 euro di 19 Paesi europei.